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I driver di selezione dell’equipment intermodale

I driver di selezione dell’equipment intermodale

Sono diversi i criteri di scelta dell’equipment intermodale, a partire dal peso trasportato fino al luogo di carico.

Equipment intermodaleIn linea generale la scelta dell’equipment intermodale dipende dalla tipologia di merci da trasportare. Se parliamo di general cargo abbiamo sostanzialmente due grandi filosofie: chi predilige i semirimorchi intermodali e chi le casse mobili. Il semirimorchio intermodale offre:

  • maggiore flessibilità per le trazioni stradali ed eventuali cabotaggi intermedi;
  • è più performante in termini di capacità di carico utile e
  • offre maggiori semplificazioni per le trazioni terminalisti, per le quali è sufficiente il trattore stradale.

Di converso, rispetto alla cassa mobile il semirimorchio ha maggiori costi per:

  • acquisto,
  • manutenzione,
  • gestione e
  • oneri amministrativi (tasse di proprietà, collaudi, etc.).

L’operatore intermodale con una forte connotazione dell’attività da autotrasportatore normalmente preferisce utilizzare semirimorchi che consentano una migliore sinergia tra le diverse tipologie di trasporto.
Al contrario l’operatore specialista del trasporto intermodale avrà maggiore propensione all’utilizzo delle casse mobili furgonate o telonate Tautliner e di differenti lunghezze. Inoltre le casse mobili rispetto ai semirimorchi consentono lo stoccaggio in spazi minori nelle aree attrezzate presso i terminal, ma al contrario necessitano di uno specifico equipment stradale per il loro trasporto.

Per le merci ad alto peso specifico (prodotti siderurgici, lapidei, etc) vengono utilizzate casse mobili da 30 piedi (per ridurre la tara della unità di carico a tutto vantaggio della portata utile di carico), mentre per le altre merceologie lo standard é la cassa da 13,60 metri.

L’utilizzo dei semirimorchi intermodali di lunghezza utile 13,60 mt. risulta più conveniente  nei casi in cui la capacità di carico richiesta deve essere superiore alle 28 tonnellate, oppure per altezze del carico superiori a 2,50 metri. Quando i luoghi di carico o di consegna superano la distanza di 300 km dal terminal ferroviario ed infine quando l’operatore del trasporto non ha ancora una organizzazione adatta alla gestione delle casse mobili (gru, semirimorchi portacontainer).

La Supply Chain del pannello fotovoltaico

La Supply Chain del pannello fotovoltaico

In Italia la domanda di impianti fotovoltaici, dopo un periodo di boom, sta registrando una fase di assestamento a livello di volumi, ma con un inasprimento della competitività tra i vari soggetti presenti nel comparto.

Supply Chain del pannello fotovoltaicoPer ricercare maggiore efficienza le aziende commerciali e distributrici affidano la loro logistica ad operatori specializzati di filiera.

La produzione dei pannelli fotovoltaici è caratterizzata da una supply chain lunga e frammentata – con circa il 76% della produzione di wafer fotovoltaici localizzata in Cina – nella quale a livello internazionale sono presenti molti fornitori di parti e componenti, a cui si accompagna un numero crescente di assemblatori. Questa situazione è tipica di tutte le filiere che non hanno ancora raggiunto una fase di piena maturità produttiva. Se alla sorgente della Supply Chain del pannello fotovoltaico si registrano pochi fornitori di silicio – a causa degli importanti investimenti necessari per effettuare la depurazione dell’ossido di silicio – situazione esattamente opposta si registra invece nella lavorazione e assemblaggio, dove nel corso degli ultimi anni si è registrata una forte crescita del numero di imprese specializzate in queste due attività.

In tal senso numerosi fattori come:

  • l’incremento dei prezzi del petrolio,
  • l’ingresso delle politiche green e dei piani di incentivazione statale e governativa per l’installazione di fonti di energia rinnovabile

hanno comportato l’ingresso sul mercato di molte aziende produttrici dei wafer – ossia i componenti modulari impiegati per comporre le celle dei pannelli fotovoltaici. Inoltre, gli investimenti necessari per l’avvio di una impresa assemblatrice di pannelli fotovoltaici non sono elevati, considerando anche il fatto che per chi compra celle e produce pannelli, gli investimenti per la produzione sono abbastanza contenuti anche perché si tratta di organizzare l’assemblaggio di pochi componenti acquistabili in giro per il mondo.

Le previsioni di vendita della Suntech – la più grande azienda mondiale produttrice di pannelli fotovoltaici – dicono che a breve termine ci sarà un calo dei volumi di vendita del 10-15% nella zona Euro, e del 25-30% nella zona dollaro. Secondo le previsioni del colosso Suntech se tutta la Supply Chain del pannello fotovoltaico sarà in grado di riorganizzarsi e razionalizzare le sue varie fasi, i costi di produzione dovrebbero in pratica dimezzarsi nel giro di poco tempo.

Quale sarà il container del futuro?

Quale sarà il container del futuro?

Oltre alle misure standard per i container, da alcuni anni sono apparsi sul mercato container con una maggiore lunghezza.

Container del futuroPer i container, l’ISO (Institute Standard Organization) ha decretato in origine quattro misure fondamentali che differiscono tra loro nella lunghezza e sono noti come 10, 20, 30 e 40 piedi. Nella realtà, il mercato ha decretato il successo e l’utilizzo delle misure da 20 e 40 piedi, mentre le altre, come ad esempio quella da 30 piedi, hanno avuto un certo successo solo in alcuni traffici intercontinentali da e per il mercato inglese e nel trasporto di prodotti sfusi liquidi o in polvere attraverso i cosiddetti tank container. Questi ultimi infatti, per la loro configurazione, consentono di sfruttare appieno la capacità di carico nei limiti alla circolazione imposti nelle trazioni stradali a partenza ed a destino.

Una considerazione a parte va fatta per i container definiti di “seconda generazione” ossia quelli con lunghezze da 45, 48, 49 e 53 piedi, nati sotto la spinta al gigantismo compiuta e voluta negli Stati Uniti. Queste nuove dimensioni sono ritenute dagli operatori marittimi europei di scarso interesse per i porti del Mediterraneo, in quanto rendono allo stato attuale impossibile il trasferimento sulla rete stradale europea (ad eccezione di quelli da 45 piedi), oltre a rendere obbligatoria la modifica delle infrastrutture portuali e delle navi full-container.

Da una breve analisi del fenomeno è emerso che la corsa al gigantismo dei contenitori non rappresenta una necessità del mondo dei trasportatori, ma esclusivamente dell’industria produttrice. I nuovi container da 45 piedi aumentano il volume utile di circa il 17% rispetto al 40 piedi ma non la sua portata, quindi interessano esclusivamente le merci leggere o voluminose. Il cambio di dimensione si dice anche sia motivato dalla maggiore possibilità di stivaggio di pallets. I container da 45 piedi, infatti, sono “double wide” ossia consentono il carico di due pallet accoppiati sul lato corto dell’unità di carico avendo una larghezza utile interna di carico di 2,48 metri.

Oggi, i container da 45 piedi vengono trasportati sulla rete stradale europea con semirimorchi stradali da 13,60 con una deroga alla norma di circolazione che consente il trasporto di una unità di carico più lunga di 12 centimetri (avendo una lunghezza esterna di 13,72 metri).

Cambiano esigenze, mercato e professionalità delle risorse umane nella logistica

Cambiano esigenze, mercato e professionalità delle risorse umane nella logistica

L’accrescimento professionale della forza vendita rappresenta un elemento strategico per raggiungere obiettivi comuni e un servizio ineccepibile al cliente.

Risorse umane nella logisticaIl venditore di servizi logistici non è un semplice addetto commerciale – un venditore di spedizioni e magazzino – ma un consulente preparato ed esperto, che sfrutta conoscenze ed esperienze in svariati settori per rispondere prontamente, e in ogni momento, alle esigenze richieste dal cliente.

In un mercato altamente competitivo con proposte e offerte diversificate, diventa centrale la capacità del venditore di sapersi differenziare e farsi riconoscere. Centrale diventa anche la capacità di essere vicini al cliente con visite e contatti periodici, aggiornandolo e presentandogli l’intera gamma dei servizi logistici e di trasporto.

Il venditore, idealmente, porta con sé l’idea aziendale a tutto tondo, nel senso che rappresenta ed è a tutti gli effetti l’ambasciatore dell’azienda e del suo modo di operare. Deve essere pronto a misurarsi e confrontarsi con le svariate esigenze delle aziende, laddove altri competitor convivono e vengono misurati nel medesimo mercato.

Per far fronte ad una clientela sempre più esigente e critica, l’accrescimento professionale della forza vendita rappresenta un elemento strategico irrinunciabile per poter raggiungere gli obiettivi prefissati e al contempo fornire un servizio ineccepibile alla clientela.