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Come razionalizzare le scelte di logistica distributiva

Come razionalizzare le scelte di logistica distributiva

Fino a pochi anni fa l’organizzazione delle singole funzioni della supply chain era caratterizzata da una scarsa comunicazione.

razionalizzare la logistica distributivaMagazzini di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, produzione e trasporti fino a poco tempo fa erano realtà autonome slegate, con regole e procedure totalmente interdipendenti. Da qualche tempo, i mutamenti negli scenari economici internazionali e l’avvento dell’internazionalizzazione dei mercati hanno imposto il superamento delle divisioni settoriali. Lo scopo è quello di creare un sistema logistico totale, che includa la gestione della movimentazione e dello stoccaggio di materiali, parti e prodotti finiti, dalle fonti originarie fino al consumatore finale, attraverso l’intera catena di alimentazione. Queste attività che seguono l’intero processo produttivo e distributivo delle merci richiedono una forte integrazione e un grande apporto di nuove tecnologie in termini organizzativi e di comunicazione.

La consapevolezza e lo sviluppo di nuove filosofie di approvvigionamento-produzione-distribuzione hanno determinato un ripensamento del ruolo della logistica. Tale riconoscimento nasce da una maggiore comprensione dei costi reali della logistica, che inizialmente ha comportato la scomparsa di alcuni attori presenti nella catena di alimentazione di un prodotto, come grossisti, depositi regionali e trasportatori, con una tendenza generale e progressiva a spostare il valore della trasformazione del prodotto, migliorando il livello di servizio che è stato riconosciuto globalmente come uno dei fattori di successo sui mercati di sbocco commerciale.

Se da un lato si è compreso il valore dell’effetto cumulato della mancanza di servizio, al tempo stesso sono stati compresi i costi reali della logistica. Sono cambiati, di conseguenza, anche i criteri di selezione del provider logistico in relazione al ventaglio dei servizi offerti ed al suo grado di penetrazione nei rispettivi mercati di riferimento. Questo ha comportato per l’azienda un diverso approccio nella selezione di centri logistici e di cross docking.

Lo sviluppo dei porti e delle attività logistiche non possono viaggiare slegati

Lo sviluppo dei porti e delle attività logistiche non possono viaggiare slegati

Per rispondere alle esigenze del mercato è necessaria un’integrazione tra porti e sistema logistico

Sistemi portuali e logisticaI porti hanno un ruolo determinante nel favorire il trasferimento di elevati volumi di merci dalla via del mare ai punti terrestri di origine e destinazione, ma devono dar vita a un’integrazione con il sistema logistico, dialogando con le ferrovie, gli interporti ed i centri logistici.

Esperti, manager e politici lo sostengono già da qualche anno: nei prossimi anni i servizi marittimi nazionali cresceranno considerevolmente, purché vengano risolti una serie di problemi che caratterizzano il nostro Paese. Per dare una risposta coerente con le esigenze del mercato attuale e futuro diventa allora fondamentale recuperare il ritardo di una mancata politica di programmazione e realizzazione di interventi per il settore della portualità, ma in generale del trasporto merci e della logistica del nostro Paese in una visione prospettica di medio-lungo periodo. Basti un dato: nel porto di Genova solo il 2% dei volumi di container in importazione varca i confini nazionali.

Forse ciò che è mancato di più è stata una strategia chiara. Un dato è evidente: la competitività dei porti è sempre più legata allo sviluppo della logistica del Paese e in particolare all’efficacia ed efficienza dei servizi di collegamento con l’entroterra.

L’accresciuta dimensione dei mercati fa si che sempre più frequentemente i tradizionali hinterland di riferimento di più porti si confondano nell’ambito di grandi sistemi logistici territoriali. In questo scenario vedere i porti come un sistema significa individuare i loro ruoli specifici nell’ambito di tale più ampio territorio al fine di valorizzare, nell’interesse comune, la complementarietà della loro offerta di servizi. Ad esempio, la creazione di piattaforme logistiche per l’Italia del nord che offrano servizi mirati ai porti del tirreno: Genova, La Spezia, Livorno, e dell’Adriatico Ravenna, Venezia e Trieste. Ma non possiamo dimenticare il Mezzogiorno, dove la portualità sta registrando importanti tassi di crescita dei volumi e un ampliamento dei servizi offerti al mercato.

I veicoli elettrici rappresentano la mobilità delle merci del futuro?

I veicoli elettrici rappresentano la mobilità delle merci del futuro?

Il trasporto elettrico ha numerosi vantaggi, ma ci sono ancora passi avanti da fare

Veicoli elettrici per trasporto merciIl fascino dell’electric power continua a raccogliere entusiasmi a livello internazionale, non solo con le auto elettriche, ma anche nel settore dei veicoli commerciali e industriali. Molti costruttori infatti dove oramai nella corsa alla propulsione di automezzi meno inquinanti si sono cimentati molti costruttori.

L’impatto che questa trasformazione avrà sulla mobilità delle merci, specialmente nelle aree metropolitane, considerata la limitata autonomia dei veicoli, e sul sistema produttivo europeo sarà fortemente determinato dalle politiche infrastrutturali e dalle scelte industriali dei costruttori. I paesi asiatici, in particolare la Cina e l’India, stanno dimostrando una straordinaria vivacità e propensione verso l’elettrico.

Il crescente interesse per la E-Mobility delle merci non ha lasciato indifferente FERCAM operatore logistico multi specializzato, da sempre attento alle tematiche della sostenibilità ambientale, che è stato il primo operatore logistico europeo ad assicurarsi la prenotazione del Tesla Semi Truck, camion elettrico che promette 800 km di autonomia a pieno carico con una ricarica. Le consegne di questo mezzo inizieranno nel 2019.

Il futuro della mobilità delle merci sarà in parte elettrico, e lo dimostrano gli sforzi e le proposte dei costruttori. Per rendere reale e sostenibile questo progetto sarà necessario risolvere aspetti legati alla limitata autonomia dei veicoli e alla realizzazione di una rete molto più capillare di stazioni di ricarica lungo le principali arterie stradali e autostradali.

Un altro fattore decisivo per il miglioramento della E-Mobility, è legato all’attuale livello tecnologico delle batterie e il loro smaltimento una volta esauste.

Ci vogliono arte, esperienza e passione per gestire la logistica delle opere d’arte

Ci vogliono arte, esperienza e passione per gestire la logistica delle opere d’arte

Trasferire capolavori e opere d’arte per gli operatori specializzati in questo ambito è una attività particolarmente complessa dal punto di vista operativo, ma anche da quello burocratico.

Trasporto opere d'arteFine arts handler – è questa la denominazione internazionale per definire le mansioni degli operatori specializzati nella movimentazione di opere d’arte, che nel nostro Paese generano un fatturato di circa 40 milioni di Euro.

Il trasporto di opere d’arte è un comparto complesso e altamente specialistico, dove nulla può essere lasciato al caso e in cui è fondamentale prestare la massima attenzione, anche agli aspetti operativi e burocratici. Infatti, normalmente le opere d’arte movimentate hanno un valore inestimabile.

Entrando negli aspetti tecnico-operativi, le spedizioni si riferiscono solitamente a oggetti fragili, di elevato valore e che necessitano di automezzi e depositi climatizzati per la custodia temporanea, con gradi di temperatura e umidità monitorati costantemente. Inoltre può trattarsi anche del trasferimento di capolavori di grandi dimensioni, che richiedono imballaggi personalizzati.

Gli operatori specializzati nella logistica dell’arte impiegano tecnici altamente specializzati e qualificati, in grado di installare qualsiasi tipologia di opera d’arte con la massima sicurezza. Il settore arte è un settore “di nicchia”, in cui sono nati operatori specializzati per offrire esclusivamente questo servizio. La massima puntualità e precisione sono assicurate dall’efficienza di uomini abituati a gestire trasporti dedicati per delicatezza, sicurezza e complessità e dalle competenze di esperti per seguire l’allestimento di mostre di rilievo.

È proprio la completezza del servizio che ha permesso agli operatori più strutturati di seguire trasporti straordinari e di allestire mostre di primo piano in Italia e nel mondo.

Una logistica collaborativa per rispondere alle nuove sfide del mercato

Una logistica collaborativa per rispondere alle nuove sfide del mercato

 

Occorre pensare a nuovi modelli di logistica collaborativa con un’alleanza a 360° tra le aziende coinvolte in tutte le componenti del processo produttivo e distributivo.

Logistica collaborativaNel campo della logistica e dei trasporti, è cresciuta la competizione fra territori sempre più ampi a livello internazionale. Questo richiede un approccio sistemico tra le aziende caricatrici, anche di diversi settori merceologici. In sostanza, occorre pensare e progettare nuovi modelli di logistica collaborativa tra operatori logistici e aziende di un territorio, di una filiera produttiva, o con la stessa area geografica di sbocco commerciale.

Nel’’immediato futuro alcune funzionalità di base dovranno essere garantite nella gestione dei flussi fisici ed informativi legati ad una spedizione, e gli operatori logistici dovranno attrezzarsi per fornire alla propria clientela servizi che richiederanno l’implementazione ed il supporto di nuovi sistemi di comunicazione, come:

  • il tracking & tracing
  • la tracciabilità degli ordini
  • l’ottimizzazione dei flussi di trasporto
  • una corretta gestione delle flotte degli automezzi.

Questi strumenti dovranno altresì favorire una forte integrazione dei volumi al fine di realizzare delle consegne congiunte multi-aziendali e multi-prodotto per lo stesso punto di consegna.

Pensiamo ad esempio ai distributori di ricambi pluri-marchio che si vedono recapitare, in momenti diversi della giornata, i singoli prodotti di uno stesso marchio da trasportatori diversi. Questo comporta una difficile pianificazione e organizzazione delle operazioni di ricevimento e controllo della merce.

Avevate mai pensato al fatto che la qualità in logistica si misura in base al ritorno del cliente con un nuovo ordine di spedizione?