fbpx
fercam.com
Le nuove sfide per la logistica del canale moderno

Le nuove sfide per la logistica del canale moderno

La rete distributiva deve adattarsi all’aumento di punti vendita della GDO

Logistica del canale modernoLa progressiva apertura di nuovi punti vendita da parte della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) – in particolare nelle strutture di prossimità al consumatore, con una superficie variabile tra i 200 ed i 300 m2 – hanno radicalmente modificato le logiche di distribuzione dei prodotti dai CeDi ai punti di vendita finale. Il flusso teso, ossia la consegna diretta dal Centro di Distribuzione al punto vendita, è diventata la soluzione per rendere efficiente la logistica distributiva e nel contempo ha ridotto il ruolo strategico dei depositi periferici attraverso cui transitano quote sempre decrescenti di prodotto finito.

In questo scenario: la soluzione ottimale consiste sempre di più nel gestire e controllare direttamente il servizio ai grandi clienti, affidando le consegne ai rimanenti punti di vendita ad operatori logistici terzi.

Per servire i punti di vendita medio-piccoli le grandi catene della GDO hanno costituito dei poli periferici regionali affidando la distribuzione ad operatori logistici pluriregionali nelle aree di competenza. La creazione dei poli periferici è stata essenziale per minimizzare l’impatto sulla clientela nel passaggio da un servizio gestito direttamente ad uno completamente terziarizzato. I risultati raggiunti hanno determinato una riduzione dei costi di distribuzione fisica ed un miglioramento della flessibilità del servizio con notevole riduzione del lead-time tra il ricevimento dell’ordine e la consegna.

Cos’è il contratto di logistica?

Cos’è il contratto di logistica?

Una nuova tipologia di contratto che deve essere flessibile per venire incontro ad aziende di ogni dimensione

Contratti logisticiIl contratto di logistica è un contratto “atipico” che ha fatto di recente la sua apparizione nel mondo delle relazioni commerciali e la cui origine e motivazione nasce dalla scelta strategica delle aziende di affidare a terzi fasi/attività del loro processo logistico. Da parte degli operatori logistici rappresenta invece la volontà di ampliare il ventaglio dei servizi offerti alla committenza. In pratica, si tratta di definire legalmente un contratto standard al fine di regolare le responsabilità e gli impegni sottoscritti tra le parti. Questo diviene decisivo quando si intende passare dalla fase di terziarizzazione a quella di partnership.

Dalle esperienze condotte sul campo appare chiaramente l’esigenza di definire accordi contrattuali facendo riferimento ai risultati richiesti dall’azienda piuttosto che alla descrizione dei singoli servizi che l’operatore logistico deve garantire. Una tecnica redazionale ispirata a questo principio garantisce una superiore aderenza del contratto alle esigenze delle due parti e riduce il rischio di controversie.

Sotto un diverso profilo, certamente la specializzazione del fornitore di servizi logistici genererà il miglior profitto, laddove allo stesso sia lasciata la più ampia libertà di organizzare il lavoro senza vincoli su metodi e criteri da utilizzare, ma con vincoli estremamente restrittivi quanto ai risultati da garantire alla azienda committente.

Le principali tipologie di contratto logistico sono quattro e precisamente:

  • appalto di servizio semplice, generalmente richiesto da una piccola impresa;
  • appalto di servizio complesso, si tratta di aziende di medie dimensioni, con un servizio variabile di relativa complessità;
  • open book, sono contratti con aziende di dimensioni ragguardevoli e che comportano l’acquisizione di vincoli per l’impegno di risorse umane e finanziarie di medio periodo;
  • open book con suddivisione dei benefici, sono contraddistinti da una elevata flessibilità e complessità del servizio richiesto e prevedono una ripartizione stabilita contrattualmente dei risultati ottenuti nella fornitura del servizio.
Come scegliere l’allestimento dell’automezzo

Come scegliere l’allestimento dell’automezzo

Tra i diversi fattori che caratterizzano l’innovazione dei mezzi per il trasporto delle merci c’è anche l’allestimento

allestimento automezzoI fattori che evidenziano lo sviluppo tecnologico dei veicoli per il trasporto delle merci sono le prestazioni del motore, gli equipaggiamenti tecnici ed il confort della cabina di guida, ma c’è una componente degli automezzi altrettanto importante, rappresentata dall’allestimento.

Con il termine allestimento si intendono le carrozzerie e le attrezzature montate sul veicolo adatte al trasporto di differenti tipologie di merci. Nel mercato degli allestimenti si assiste ad un continuo progresso tecnico per renderli sempre più efficienti – ossia in grado di trasportare una maggiore quantità di merce – rendendo più rapide le operazioni di carico e scarico delle merci.

Agli occhi di una persona poco esperta le differenze possono non essere immediate. Tuttavia sono numerose le novità che i veicoli industriali immatricolati nel 2017 nascondono rispetto, ad esempio, a quelli prodotti agli inizi degli anni novanta. Lo sviluppo tecnologico registrato negli ultimi vent’anni dai veicoli commerciali e soprattutto industriali pesanti, è legato fortemente all’innovazione finalizzata a migliorarne le prestazioni ad esempio in termini di incremento e flessibilità della capacità di carico.

Come scegliere il veicolo

Le modalità di selezione del veicolo più adatto alle specifiche esigenze di trasporto delle merci sono legate a numerosi fattori. In linea generale, per evitare acquisti errati, è fondamentale conoscere quale sarà il reale utilizzo dell’automezzo, al fine di poter selezionare gli obiettivi prioritari e stabilire alcune caratteristiche di base del mezzo in termini di:

  • portata utile,
  • area geografica di utilizzo,
  • percorrenze medie annue,
  • volume di carico
  • e altre caratteristiche peculiari alla tipologia del prodotto da trasportare.

Sotto il profilo delle richieste legate alla tipologia di mezzi trainati (per intendersi, rimorchi e semirimorchi) il mercato si sta orientando verso unità di trasporto sempre più qualificate nei contenuti tecnici e nelle versatilità di utilizzo, con maggiori capacità volumetriche e minore tara complessiva. Per i semirimorchi le maggiori richieste sono concentrate su veicoli senza sponde laterali alla francese – oggi conosciuti con il termine “tautliner” – muniti di due porte posteriori rigide, sistema di centinatura con tetto alza e abbassa automatizzato, sistema copri-scopri del tetto, per agevolare ed accelerare i tempi per le operazioni di carico e scarico delle merci.

La supply chain della mela

La supply chain della mela

La mela richiede una catena del freddo garantita, dove la logistica ha assunto un ruolo centrale per poter commercializzare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita.

Supply chain della melaNegli ultimi anni la filiera di produzione della mela italiana ha avviato un’azione di riposizionamento sul mercato volta a riorganizzare e centralizzare il processo decisionale della produzione; internazionalizzazione finalizzata all’ingresso in nuovi mercati e forte differenziazione dei prodotti, non solo come varietà ma anche con soluzioni e servizi a valore aggiunto, come prodotti pronti al’uso (ad esempio succhi e composte di frutta). In questo nuovo scenario, la logistica ha assunto un ruolo chiave per posizionare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita. Le modalità di distribuzione della mela variano a seconda dei tre canali di vendita, rappresentati da:

  • mercati ortofrutticoli
  • Grande Distribuzione Organizzata
  • mercati esteri.

La supply chain della mela

La raccolta delle mele, che un tempo era effettuata soltanto con l’ausilio di scale, oggi è resa più agevole dall’uso di attrezzature per la movimentazione come transpallets e scivoli e da forme di coltivazione che, privilegiando un’altezza ridotta delle piante, permettono la raccolta a mano da terra. Solitamente sono necessari almeno due passaggi nel terreno affinché i frutti siano raccolti nella giusta fase della maturazione. Nella fase di distacco dei frutti e del loro posizionamento nei contenitori destinati alla raccolta, devono essere adottate tutte le precauzioni per evitare di provocare contusioni e ferite al frutto. Al fine di ottenere partite di prodotto omogeneo, le mele vengono direttamente selezionate in campo per calibro e per colorazione e poste in “bins” (contenitori in materiale plastico e/o legnoso delle dimensioni di un pallet). La pre-calibrazione, pur essendo ininfluente sulla qualità del prodotto, permette una gestione più elastica del magazzino, in funzione delle reali esigenze commerciali.

Il trasporto refrigerato è necessario in particolare nei lunghi percorsi e, nel caso di prodotto maturo, pronto al consumo. In tal caso la temperatura deve essere compresa tra 0 e 5°C. Nel periodo invernale, su certi percorsi, può essere necessaria la protezione da temperature inferiori al punto di congelamento (-1°C).

I consorzi di produttori e le catene di vendita per la conservazione della mela devono assicurare la freschezza dei prodotti con elevati costi energetici, perché questo alimento – ma in generale la frutta – sono legati ad una supply chain con temperatura controllata. Una catena del freddo ininterrotta con campi di temperatura variabili nel rispetto delle più rigorose norme HACCP di igiene, dal trasporto dei prodotti dalla raccolta nel campo, alla selezione, imballaggio e lavorazione fino al consumatore finale, è il presupposto per garantire al consumatore finale un prodotto assolutamente fresco.