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Come si può calcolare la capacità di un terminal intermodale?

Come si può calcolare la capacità di un terminal intermodale?

Sono molteplici i parametri che intervengono nella definizione della capacità di un terminal intermodale.

Tipologie di operatori logisticiI parametri che intervengono nella definizione della capacità di un terminal intermodale sono molteplici e difficili da esprimere quantitativamente, anche per effetto delle interazioni reciproche. Innanzitutto occorre distinguere il concetto di capacità operativa dalla capacità di stoccaggio. La capacità operativa di un terminal intermodale viene definita come il volume di unità di carico che possono essere  movimentate e stoccate nelle apposite aree in un determinato intervallo di tempo, normalmente fissato all’anno. La capacità di stoccaggio è invece legata essenzialmente da una complessa interrelazione tra parametri fissi e statici (area di stoccaggio, mezzi di movimentazione, etc.), ma anche da una serie di variabili che possono discostarsi in funzione del grado di efficienza con il quale gli operatori gestiscono il processo, e che possono essere determinate dagli stessi per far fronte alle differenti esigenze operative che a loro si presentano.

I fattori chiave che determinano la capacità operativa di un terminal sono due: capacità di stoccaggio e potenzialità delle infrastrutture, e tempo medio di sosta dei contenitori al terminal, considerando anche il periodo di accettazione dei convogli ferroviari nel fascio arrivi-partenze.

La capacità massima di stoccaggio in TEU è funzione dell’area a essa destinata, ma tale valore,  ancor prima del suo raggiungimento, determina fenomeni di congestione. In base a recenti studi che si basano sull’analisi delle operazioni svolte all’interno di terminal marittimi e inland-terminal, si è rilevato che il livello ottimale di utilizzazione si raggiunge quando si impiega circa il 60-65% della capacità massima di stoccaggio.

Quando i tempi di sosta sono brevi le loro variazioni fanno cambiare di molto la capacità, mentre nel caso di tempi abbastanza lunghi la sensibilità della capacità al loro cambiamento è inferiore. Nel caso i tempi di sosta siano molto fluttuanti, ad esempio in condizioni di elevato utilizzo del terminal, gli operatori incontrano numerose difficoltà nella sua gestione.

Da misurazioni effettuate nei principali terminal intermodali presenti in Italia si è potuto verificare che ogni binario operativo (di almeno 550-600 metri) può gestire al massimo 3-4 coppie di treni al giorno, a cui corrispondono circa 90-120 carri ferroviari che generano in funzione della tecnica e delle tipologie di traffico intermodale diversi risultati. Da recenti stime si può supporre che dimensionalmente, per ogni metro lineare di binario operativo, debbano corrispondere circa 30 m2 di area dedicata, al fine di garantire una buona organizzazione interna.

Esiste una definizione univoca di Logistica ?

Esiste una definizione univoca di Logistica ?

Esistono diverse definizioni di logistica, ognuna delle quali differisce per l’ampiezza di visione con cui viene considerata questa materia.

Secondo la definizione data dall’Associazione Italiana di Logistica (AILOG), logistica è “l’insieme delle attività organizzative, gestionali e strategiche che governano nell’azienda i flussi di materiali e delle relative informazioni dalle origini presso i fornitori fino alla consegna dei prodotti finiti ai clienti e al servizio post-vendita”. La International Society Of Logistics (SOLE) invece la definisce come “arte e scienza dell’organizzazione, della progettazione e dell’attività tecnica riguardante i requisiti, la definizione, la fornitura e le risorse necessarie a supportare obiettivi, piani ed operazioni”.

Si può affermare, quindi, che la logistica è la scienza del trasporto di prodotti da un luogo all’altro nei tempi previsti, in modo efficiente e al minor costo possibile, e comprende la gestione dei processi di scambio dei relativi dati e delle relative informazioni. Ma la logistica è prima di tutto una nuova cultura di impresa, che deve portare ad analizzare, progettare e agire con l’obiettivo di un risultato globale e non settoriale, con il diretto coinvolgimento di tutti gli attori presenti nella catena logistica.

 

La security in logistica

La security in logistica

Elemento fondamentale per garantire la sicurezza delle merci durante il trasporto e la distribuzione

Security in LogisticaDare la massima importanza alla sicurezza e prevenzione delle merci, durante le operazioni di trasporto e distribuzione è uno degli obiettivi strategici dei maggiori e più qualificati operatori logistici, che si può raggiungere grazie all’inserimento di specifiche figure professionali. L’introduzione nell’organigramma del profilo di “Security & Loss Prevention Manager”, rafforza la capacità di un operatore logistico di garantire un elevato grado di sicurezza e tracciabilità dei flussi lungo l’intera catena del trasporto, con l’obiettivo di fornire un servizio logistico a zero difetti. La funzione del Security & Loss Prevention Manager, si focalizza sull’attività di analisi, sviluppo e attuazione delle strategie, politiche e piani operativi volti a prevenire tutti quei comportamenti colposi o dolosi che potrebbero provocare danni diretti o indiretti alle persone o alle risorse dell’azienda.

Le procedure adottate hanno l’obiettivo di erogare un servizio a zero difetti, partono da una profonda rivisitazione dei processi produttivi ed organizzativi e dalle potenziali vulnerabilità e minacce interne “near-miss”, la cui analisi, costituisce elemento basilare per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dei processi di sicurezza e prevenzione degli incidenti. A supporto delle risorse umane vengono introdotti anche innovativi sistemi di controllo dei flussi, per innalzare il livello di attenzione e la security generale delle merci, Tra queste si possono includere, ad esempio, nuove procedure di controllo ai varchi di ingresso e uscita delle piattaforme cross-docking e il controllo satellitare su tutti gli automezzi che effettuano le trazioni stradali tra la rete di filiali.

Ma il fulcro del modello di Security & Loss Prevention è rappresentato dalla creazione di una centrale operativa che garantisce la supervisione, controllo e gestione da remoto di:

  • accessi pedonali e varchi veicolari degli stabilimenti e delle piattaforme logistiche e cross-docking;
  • perimetri dei magazzini e delle aree di lavoro;
  • aree carico/scarico e deposito automezzi;
  • aree di stoccaggio delle merci ed aree critiche;

oltre a garantire la tracciatura degli automezzi e dell’integrità delle merci durante il trasporto.

Tipologie di operatori logistici

Tipologie di operatori logistici

Gli operatori logistici possono essere classificati in relazione all’ampiezza dei servizi resi alla clientela?

Tipologie di operatori logisticiI fornitori di logistica e le imprese clienti possono essere classificati a seconda del tasso di esternalizzazione della logistica gestita da terzi in quattro categorie:

  • 1 PL (First Party Logistics): subappalto del trasporto
  • 2 PL (Second Party Logistics): esternalizzazione del trasporto e del magazzinaggio.
  • 3 PL (Third Party Logistics) : esternalizzazione classica, che consiste di affidare ad uno specialista la realizzazione di operazioni logistiche e la creazione di strumenti, competenze e sistemi necessari, con l’obiettivo di aumentare il rendimento (realizzazione di mansioni sempre più differenti).
  • 4 PL (Fourth Party Logistics): formula di esternalizzazione più spinta; il fornitore non si occupa più della distribuzione di un prodotto, ma dell’ottimizzazione di tutta la catena logistica che va ad integrare sotto un’unica regia il suo cliente, i clienti del cliente e i fornitori.

Dalla ripartizione dei servizi logistici e di trasporto si evidenzia come il provider logistico offra alle aziende servizi tradizionali, come il trasporto o la gestione delle scorte, ai quali si affiancano tutta una serie di prestazioni a valore aggiunto, come la personalizzazione dei prodotti, che solitamente esulano dal tradizionale concetto di logistica. Tali prestazioni derivano dalla partnership tra azienda e provider logistico, che fornisce a quest’ultimo le competenze necessarie per specializzarsi nel servizio dedicato al cliente.