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Come cambierà la figura del Supply Chain Manager?

Come cambierà la figura del Supply Chain Manager?

Le risorse umane saranno il fattore che assicurerà un vantaggio competitivo

Ruolo del Supply Chain ManagerTra qualche anno, la competizione a livello globale tra i vari Paesi si focalizzerà non tanto sul possesso delle materie prime o di prodotti finiti, quanto nella disponibilità di tecnologie e di nuove professionalità delle risorse umane, quali appunto quelle dei Supply Chain Manager. Si tratta quindi, per la logistica, di una sfida non solo tecnologica, ma anche di sviluppo delle risorse umane. Queste infatti devono avere capacità di analisi e di comprensione dei dati per indirizzare le decisioni, sia a livello strategico che operativo, per pensare nuovi servizi a valore aggiunto.

Di conseguenza, alle persone che operano nella logistica a supporto del Supply Chain Manager, verranno richieste nuove competenze:

  • per la logistica inbound, addetti in grado di valutare e organizzare il flusso degli approvvigionamenti di merce, al fine di garantire una corretta politica degli acquisti e di selezionare i fornitori avendo una visione integrata di controllo dei tempi e dei costi del processo logistico aziendale;
  • per la logistica out-bound addetti che sappiano valutare interventi di miglioramento e organizzazione del sistema di distribuzione delle merci, garantendo la massima soddisfazione e miglior rapporto costi/livello di servizio, con una visione integrata della gestione e pianificazione del processo logistico distributivo.
Intervista a Francesca Merlin, Responsabile Customer Service

Intervista a Francesca Merlin, Responsabile Customer Service

Grazie alla dedizione e all’impegno, dallo stage a Responsabile Customer Service

Festa della donna_MerlinFrancesca ha da poco ricevuto il premio come dipendente più collaborativa della Direzione Tecnica. Quando le chiediamo di commentare questo bellissimo riconoscimento, ci risponde che “è stato assolutamente inaspettato, ero incredula, e ovviamente contentissima! È come se ti stessero dicendo che stai facendo un buon lavoro, e per chi ci mette impegno è molto importante. Ovviamente non sarebbe mai stato possibile senza il supporto del mio team, e dell’insegnamento ricevuto da Ester.”

Ti sei mai sentita discriminata come donna, sia sul lavoro o nel privato?

No, fortunatamente non ho mai vissuto discriminazione, non ho mai percepito che pensassero di me “è una donna, non è capace”, mi hanno sempre scritto per ricevere supporto e non ho mai avuto problemi di credibilità. Forse l’aver avuto una responsabile donna mi ha spianato un po’ la strada e non subire alcuna discriminazione. Una cosa che mi piace di FERCAM, è che tutti facciamo una cosa diversa, non rischiamo di pestarci i piedi e se hai competenza nel tuo ambito nessuno mai manca di rispetto. Oggi sono parte di un bel team al femminile, con Angela mi trovo in accordo su moltissimi aspetti e ci sosteniamo a vicenda quotidianamente.

Speri che cambi qualcosa nell’ambito lavorativo per le donne?

Lavorando da sempre nella Direzione Tecnica, ho avuto modo di partecipare a molte riunioni in cui era presente il management della Distribution. Ho notato spesso come, purtroppo, il numero di donne è ancora nettamente inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini. Credo la situazione sia in linea con quanto accade a livello nazionale, ma penso anche che il trend stia cambiando. Per il futuro, auspico quindi di vedere sempre più donne in ruoli di responsabilità, perché secondo me possono portare un ottimo valore aggiunto.

Come sei arrivata alla tua posizione attuale e come sei cresciuta in Fercam?

Terminati gli studi, dopo la laurea in Economia, Mercati e management nel marzo 2014, cercavo un’opportunità di tirocinio. Avevo intenzione di entrare nel mondo del lavoro con un contratto flessibile, per avere modo di fare esperienza ma anche di cambiare in caso avessi capito di non aver trovato la strada giusta per me. In internet fra vai annunci ho trovato anche quello di FERCAM, mi sono candidata e… eccomi qui! Ho iniziato da subito nel Customer Service, con Ester Selva, una responsabile che mi ha insegnato tantissimo. Sin dall’inizio sono stata incoraggiata ad andare con le mie gambe, compreso nel fare trasferte nelle filiali in completa autonomia. Terminato il periodo in stage mi hanno proposto un contratto definitivo e ho accettato: sono rimasta perché mi piaceva il fatto che il lavoro non fosse mai monotono, avevo possibilità di fare ogni giorno una nuova esperienza. Ancora oggi, al di là delle attività schedulate, quando mi sveglio al mattino so che il 50% della mia giornata non è ancora definita e dipenderà da richieste e urgenze emerse all’ultimo momento. È un lavoro che mi permette di imparare ogni giorno, sento di avere la possibilità di crescere veramente di giorno in giorno. Anche il poter visitare le filiali e sentirmi vicina ai colleghi di tutta Italia mi è sempre piaciuto molto, mi ha permesso di avere un buon rapporto con tutti e vedere che c’è molto sostegno reciproco.

Quando Ester ha deciso di intraprendere un altro percorso, entrando nel team che sta seguendo lo sviluppo del nuovo Transport Management System di FERCAM, mi hanno proposto di prendere il suo posto, per cui da novembre 2018 sono diventata la nuova Responsabile del Customer Service. Naturalmente sono molto contenta di questa opportunità, sento che devo ancora imparare molto e voglio ogni giorno continuare ad impegnarmi per migliorare.

Come riesci a combinare la tua vita lavorativa e privata?

Non ho una famiglia a carico, questo fa sicuramente la differenza, perché non ho il pensiero di dover tornare a casa ad occuparmi di qualcun altro. Per ora, avendo avuto l’opportunità in azienda di crescere, di avere maggiori responsabilità, e non avendo vincoli, il mi obiettivo è quello di dedicarmi al lavoro. Certo nel weekend cerco di trovare i miei spazi però mi sento libera ad oggi di concentrarmi sulla mia attività, sia a livello di orari sia per le trasferte. Ogni tanto vengo un po’ presa in giro, bonariamente, per questo… mi dicono “Eh adesso dici così, ma vedrai fra qualche anno…” e in qualche modo mi fanno sentire diversa, perché non sto facendo la stessa scelta che altre donne fanno in questo momento della vita. Ma a mio parere la maternità non è una strada obbligata, ci sono altre opzioni, altri obiettivi e altri modi per sentirsi realizzate.

Una donna da cui hai preso ispirazione?

onestamente non ho un nome. Rispetto tutte quelle persone che sono riuscite a raggiungere i loro obiettivi senza mai mollare, e soprattutto che ce l’hanno fatta nonostante tutti coloro che non credevano in loro.

Intervista a Laura Zinolli, Branch manager di FERCAM Tunisia

Intervista a Laura Zinolli, Branch manager di FERCAM Tunisia

Laura Zinolli, italiana, ha scelto di trasferirsi in Tunisia per lavorare come responsabile della filiale di Tunisi

Laura, ti sei mai sentita discriminata nella tua vita privata o professionale?

Sicuramente si, purtroppo c’è un po’ di sessismo, ma le donne devono saperlo affrontare. Nel mio lavoro, specialmente negli anni ‘80 quando ho iniziato, le donne non potevano lavorare nei porti, perché era considerato un ambito prettamente maschile. Io ho frequentato  la scuola di Trasporti e Spedizioni a Genova e volevo prendere il patentino rosso da spedizioniere, ma purtroppo non me lo hanno permesso. Se però una donna ha in testa che vuole fare proprio quel lavoro, ci riesce, anche se magari deve passare dalla porta di servizio! Noi donne dobbiamo saper sfruttare le nostre qualità piuttosto che le debolezze.

Dal 2014 mi trovo in Tunisia, che è un paese democratico dal 2011, e per la legge uomini e donne sono alla pari. Nonostante ciò, il sessismo è abbastanza accentuato. Ci sono determinate cose che una donna non può fare. Per esempio, lavorando in porto non posso indossare la gonna, devo avere un certo decoro, avere determinate amicizie, e questo a livello privato può inibire. Bisogna avere sempre una certa attenzione a come ci si comporta.

Speri che cambi qualcosa per le donne nell’ambito lavorativo?

C’è ancora un determinato pensiero che una donna certi lavori non li possa fare, anche dove sarebbe al pari dell’uomo (o magari meglio!).  Noi donne dobbiamo faticare di più, ma quando poi arriviamo alla meta, la soddisfazione è più grande.

Sei responsabile di filiale in Tunisia, come sei arrivata a questa posizione e come sei cresciuta in FERCAM?

Ho lavorato nell’ambito dei trasporti, e in particolare sulla Tunisia, per 30 anni. Avevo già gestito una società, quindi sono entrata in FERCAM come responsabile della filiale Tunisina. Quando sono arrivata io la filiale era molto diversa, e mi era stato chiesto di farla tornare a funzionare in maniera ottimale. E così ho fatto, anche se i primi anni sono stati difficili. Per lo staff di allora, vedere arrivare una donna a livello di responsabile invece che un uomo era stato un po’ fumo negli occhi, ma abbiamo combattuto, ho anche avuto tutto il sostegno di tutti in FERCAM e quindi sono riuscita a mettere in piedi quello che c’è oggi: una filiale che funziona. Abbiamo anche aperto il magazzino doganale, che non avevamo. Di questo sono particolarmente fiera perché sono stata la prima italiana ad aprire un magazzino sotto dogana . Naturalmente con l’aiuto dei miei ragazzi, perché da soli non si fa niente! Con loro ho creato un po’ una famiglia e sono diventata la loro mamma! Mi raccontano anche le loro cose private e i loro problemi. La mia porta è sempre aperta per tutti, dal direttore al guardiano. Penso che nella vita ci sia sempre da imparare, da tutti.

Da tutta la fatica sono arrivate però anche grandi soddisfazioni…

Infatti! Oggi siamo spedizionieri dell’Istituto Italiano della Cultura, perché lavoriamo bene e si fidano di noi. Io sono anche stata eletta nel consiglio di amministrazione della Camera di Commercio Tuniso-Italiana, che è un grande impegno, ma ci da molta visibilità. Sono spesso  in riunione con ministri, con l’ambasciata italiana e quindi possiamo anche parlare dei problemi del settore. Anche quando vengono i ministri italiani, siamo invitati anche noi. Adesso il nome FERCAM lo conoscono tutti in Tunisia!

Con tutti questi impegni come riesci a combinare vita lavorativa e vita privata?

La vita privata qui è un po’ limitante per le donne. Una donna non può uscire da sola la sera dopo una certa ora, non è ben vista. Io non ho una vita sociale molto impegnata, anche perché se una donna viene vista troppo in giro poi le persone parlano. A volte mi pesa ma io ho fatto questa scelta di vita, con i suoi pro e i suoi contro, e quindi la accetto. Ho però una grande soddisfazione, perché a me piace lavorare, e soprattutto  mi piace il lavoro che svolgo. Quando ero piccola io giocavo con i camion!

C’è una donna in particolare da cui hai preso ispirazione?

Sinceramente no. Ho sempre cercato di essere me stessa. In realtà ho preso esempio da mio padre, che mi ha insegnato l’onestà, la correttezza e che il lavoro paga sempre. Con questo atteggiamento ho raggiunto quello che volevo fare fin da piccola, lavorare nell’ambito dei trasporti e spedizioni. Non tutti riescono a raggiungere i loro sogni. Ho dovuto essere molto dura nel mio carattere, a volte sembro scontrosa e sono molto categorica nelle procedure di lavoro e anche nella vita privata. Ma è anche il mio ruolo un po’ che lo richiede e questo mio modo di essere mi ha aiutata ad arrivare dove sono e a vivere in questo paese. Negli anni però mi sono molto addolcita!

Intervista a Eli Ilieva, Branch Manager di FERCAM Bulgaria

Intervista a Eli Ilieva, Branch Manager di FERCAM Bulgaria

Eli ci racconta come ha iniziato ha portato la filiale di Sofia dove è adesso

Festa della donna_Eli IlievaQuando le chiediamo un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande in occasione della festa della donna, ci racconta che in Bulgaria Marzo è il mese della donna, “in cui il tempo è variabile e capriccioso… un po’come le donne!”. Ogni donna inoltre sceglie un giorno di marzo, e a seconda di come andrà quel giorno, così andrà anche il resto dell’anno. Il giorno dell’intervista era proprio il giorno scelto da Eli che, contenta, ci ha detto “oggi qui c’è il sole, quindi dovrebbe essere un bell’anno per me!”

Eli, ti sei mai sentita discriminata come donna, sia sul lavoro o nel privato?

A dire il vero, non mi sono mai sentita discriminata, né nel lavoro, né nella vita privata.

Speri che cambi qualcosa nell’ambito lavorativo per le donne?

Nei paesi europei credo che siamo a un buon punto, anche se ci sono ancora paesi in cui le donne sono pagate meno rispetto agli uomini nella stessa posizione. Addirittura ci sono ancora paesi nel mondo dove le donne non possono votare o lavorare. Per fortuna qui in Bulgaria e in Europa non è così, e spero che anche in tutto il resto del mondo la situazione cambi. Qui in Bulgaria vedo tante donne che hanno posti prestigiosi e sono manager di aziende. Anche il nostro vice presidente è una donna e in passato abbiamo avuto un primo ministro donna. Piano piano, anche nel mondo della politica, che è sempre stato a maggioranza maschile, le donne fanno vedere che sono altrettanto brave, magari anche meglio!

Sono contenta per le mie figlie perché sono intelligenti e hanno la mente aperta e molte più possibilità rispetto a quelle che c’erano in Bulgaria ai tempi del comunismo. C’era poca scelta. Le donne di oggi invece possono di scegliere cosa vogliono fare nella loro vita, non hanno più limiti, hanno tutto il futuro davanti. Per questo io credo che i giovani di oggi possano fare tutto ciò che vogliono.

Come sei arrivata alla tua posizione attuale e come sei cresciuta in Fercam?

Io sono entrata in FERCAM già nella posizione di Branch Manager. Qui siamo una piccola struttura, siamo 12 persone, ma all’inizio, 11 anni fa, ero solo io. Ho dovuto costruire tutto da zero, con tutto il supporto e la comprensione di FERCAM, che mi ha aiutata in tutto. All’inizio avevo tanta paura, ma anche tanta fiducia, un mix di emozioni inspiegabile. Era un’avventura nuova per me, perché essere responsabile e dirigere altre persone è difficile. Le persone sono la cosa più importante! E anche grazie a loro nel 2010 siamo stati nominati filiale dell’anno! È stata una grande soddisfazione per noi. Oggi siamo posizionati molto bene e abbiamo una buona reputazione nel settore, di un’azienda seria, professionale e che sa fare il suo lavoro.

Come riesci a combinare la tua vita lavorativa e privata?

Mi sento come un’equilibrista! Abbiamo un detto in Bulgaria: avere due cocomeri sotto un braccio. Ecco, a me sembra di averne più di 3! Perché devi fare la manager, devi fare la mamma, la moglie, e tra tutto questo devi essere anche Eli, trovare un po’ di tempo per te stessa. Il sabato e la domenica cerco di stare con la mia famiglia, con mio marito e le mie figlie usciamo da Sofia e andiamo in montagna, a visitare posti storici o grotte. Insomma, facciamo qualcosa insieme. Durante la settimana è difficile staccare completamente dal lavoro: il tempo di preparare la cena, fare un po’ di compiti, ma con la testa sei sempre a pensare a cosa hai dimenticato di fare al lavoro o a quello che dovrai fare il giorno dopo. Ma sono contenta perché faccio un lavoro che mi piace, vengo al lavoro volentieri e ho una bellissima famiglia.

Una donna da cui hai preso ispirazione?

È una domanda difficile. Potrei dire la mia insegnante di letteratura a scuola. La letteratura mi piaceva molto, e quando ero giovane scrivevo anche poesie! Lei mi ha fatto scoprire il mondo dei libri, e grazie a lei ho scoperto che ci sono altre cose fuori dalla Bulgaria e dal comunismo. Mi ha aperto gli occhi, mi ha dato la possibilità di sognare e di credere che puoi diventare qualcuno.

Per governare la Supply Chain è necessario monitorare tutta la filiera

Per governare la Supply Chain è necessario monitorare tutta la filiera

L’utilizzo di Key Performance Indicators permette di controllare l’efficacia della filiera

Monitorare la supply chainLa missione fondamentale della Supply Chain è quella di garantire il livello pianificato di qualità per il consumatore e il servizio per i clienti, avendo come obiettivo quello di minimizzare il “Delivered Goods Cost” e di assicurare il massimo livello di competitività sul lungo periodo. Il sistema funziona quando ognuna delle componenti tende al miglior risultato finale, ovvero al conseguimento degli obiettivi aziendali prefissati. Lo scopo e la funzione della creazione di “briglie” rappresentate dalla pianificazione operativa e dalla pianificazione strategica e di controllo è quindi quello di avere una visione globale, sistematica ed omogenea, trasversale rispetto alle funzioni, orientata al coordinamento ed al processo di pianificazione operativa e strategica.

Per governare la Supply Chain e il network di flussi fisici e di operazioni, oggi diventa fondamentale poter contare sulla disponibilità di un monitor integrato lungo tutta la filiera, con Key Performance Indicator (KPI) su più livelli: direzionale, per allineare il modello e le performance alle strategie; gestionale, per controllare la coerenza e l’efficacia dei processi chiave e con un taglio operativo, per misurare l’efficienza nelle operazioni. Un monitor efficace è anche uno strumento per simulazioni di scenari e di proiezioni.