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Author Archives: Paolo Sartor

Serbia: una porta di accesso ai mercati dell’est

Serbia: una porta di accesso ai mercati dell’est

Un territorio importante per connettersi verso altri mercati

serbia porta di accesso ai mercati dell'estGrazie alla sua posizione geografica al centro dei Balcani, la Serbia per FERCAM, operatore logistico multispecializzato, svolge un ruolo sempre più importante anche per l’accesso ad altri mercati come Montenegro, Macedonia, Kosovo e Repubblica di Bosnia-Erzegovina, oltre alle relazioni di trasporto verso Germania e Regno Unito e alle importanti opportunità verso il mercato russo. La Serbia, infatti, ha un ruolo strategico anche per le esportazioni verso Russia, Bielorussia, Kazakistan e Turchia, paesi con i quali mantiene accordi di libero scambio.

In particolare, l’assenza di barriere doganali e gli accordi di libero scambio tra Belgrado e Mosca hanno agevolato l’interscambio commerciale tra questi due paesi, specialmente considerando che la Serbia è esclusa dall’embargo russo. Inoltre la Serbia ha avviato il processo di adesione alla UE, che porterà ad una maggiore apertura del mercato e ad un più facile inserimento delle imprese europee nell’economia di questo Paese.

Queste sono le principali ragioni che hanno portato FERCAM alla scelta di aprire una nuova filiale a Belgrado, nel 2017. FERCAM si concentra da sempre al miglioramento e nel favorire la vicinanza territoriale ad aziende europee che hanno deciso di trasferire le loro produzioni in nuovi paesi. Attualmente la filiale offre servizi camionistici a carico completo e parziali per il general cargo e merci refrigerate e assistenza doganale. A medio termine si prevede un ampliamento dei servizi con il sistema intermodale strada-ferrovia.


Come evolvono gli operatori logistici e i trend del mercato

Come evolvono gli operatori logistici e i trend del mercato

evoluzione operatori e trend logisticiGli aspetti fondamentali di evoluzione della struttura degli operatori del trasporto merci si caratterizzano per il peso crescente degli integratori logistici e per una graduale estensione a livello geografico nella presa e consegna delle merci, che ha definito nuovi confini di mercato. Si rompe il legame esistente tra spedizione-modalità, e al primo posto nei parametri di scelta dell’operatore da parte della domanda si pone il tema dell’affidabilità di filiera merceologica e/o di canale distributivo. In questo nuovo quadro evolutivo, non sono emerse nuove figure nel mondo del trasporto delle merci, ma si è andati verso un sistema dove i leader globali governano sempre di più i flussi fisici delle merci, gli operatori specializzati sfruttano alcune nicchie e gli altri – solitamente le imprese più piccole e/o meno strutturate – eseguono.

Nel mercato delle spedizioni si è registrato anche un crescente interesse da parte delle aziende caricatrici verso le soluzioni di trasporto intermodali, ovvero il trasporto combinato strada-rotaia e strada-mare, come modalità alternativa e complementare al tutto-strada.

Infine per rispondere al forte sviluppo dell’e-commerce vengono offerte dagli operatori più strutturati una vasta scelta di soluzioni logistiche che promettono tempi certi e rapidi di consegna, a tariffe competitive. Per rispondere a queste esigenze di servizio non è più sufficiente un unico grande hub logistico, ma bisognerà disporre di una rete diffusa sul territorio di piccoli centri logistici.

Trend evolutivi di mercato e delle tecnologie per l’autotrasporto merci: il punto di vista di FERCAM

Volendo fornire un quadro di sintesi sui trend evolutivi che caratterizzeranno il mercato e le nuove tecnologie utilizzate nel trasporto stradale delle merci a livello europeo, abbiamo raccolto il parere di Hannes Baumgartner, Managing Director di FERCAM SpA. Secondo Baumgartner “i trend più importanti sono: la mancanza di autisti e le conseguenti pressioni sulle tariffe di trasporto stradale molto probabilmente renderanno più competitivo la soluzione intermodale strada-ferrovia. Nel lungo periodo l’avvento di self-driving trucks risolverà completamente il problema generato dalla carenza di autisti e modificherà radicalmente il panorama e la struttura del settore dell’autotrasporto.

In Europa si stanno diffondendo fonti energetiche di autotrazione alternative al diesel con la ricerca di una maggiore efficienza nella gestione delle operation, connotata anche da una forte presenza dell’innovazione. Per fare degli esempi a breve –medio termine l’LNG (gas liquefatto) sta diventando molto interessante e sono ormai disponibili trattori stradali di seconda generazione con livelli di potenza dei motori che li rendono ormai paragonabili a quelli diesel. Inoltre l’LNG consente di evitare i blocchi alla circolazione previsti per le motorizzazioni diesel. Nel lungo periodo sicuramente l’elettrico con batterie (Tesla), l’idrogeno (Nikola) e i progetti di eHighway per il trasporto elettrico delle merci (Scania) consentiranno di perseguire il progetto verso le zero emissioni obiettivo della UE.”

L’evoluzione delle unità di carico intermodali

L’evoluzione delle unità di carico intermodali

Container, casse mobili e semirimorchi hanno differenti standard di dimensione

evoluzione unità di caricoIl mercato del trasporto intermodale offre una vasta panoramica di contenitori (casse mobili e container) e semirimorchi con differenti potenzialità di carico, molto versatili, flessibili e idonei al trasporto di quasi tutte le categorie merceologiche.

Per i container, l’ISO (Institute Standard Organization) ha decretato in origine quattro misure fondamentali che differiscono prevalentemente per la lunghezza, da 10, 20, 30 e 40 piedi. A queste se ne è aggiunta da qualche anno una quinta, da 45 piedi.

Se per i container l’ISO ha unificato e standardizzato le dimensioni e i pesi ammissibili, questo non è successo per casse mobili e semirimorchi impiegati nel trasporto combinato. In questo ambito infatti convivono delle forme parziali di standardizzazione che sono finalizzate ai requisiti di ottimizzazione dei pianali di carico e alle dimensioni e pesi totali a terra dei mezzi stradali, dove il peso totale a terra dei veicoli pesanti utilizzati nel trasporto intermodale differisce da paese a paese all’interno della UE. In Germania, ad esempio, è consentito il trasporto di casse mobili da 6,25 e da 7,15. Esistono anche le misure da 7,42 e 7,82, nate per consentire di sfruttare al massimo le potenzialità di un autotreno, che può trasportarne due. L’unità da 7,42 metri costituisce forse il miglior compromesso tra potenzialità di carico e sicurezza di marcia. Infine le casse mobili e i semirimorchi intermodali da 13,60 sono particolarmente indicati per il trasporto di carichi completi.

Albania: un’opportunità di business logistico

Albania: un’opportunità di business logistico

Le caratteristiche di questo paese lo rendono particolarmente favorevole per le aziende italiane

Business logistico in AlbaniaL’Albania, come ha ricordato l’ambasciatore d’Italia a Tirana, Massimo Gaiani, rappresenta ”un ponte naturale per intervenire nella più larga area balcanica”. Sono oltre 600 le aziende italiane presenti in Albania, con una forte crescita che ha avuto inizio nel 2016. Studi effettuati dall’Istituto di statistica albanese hanno rilevato come nel 2016 le imprese a capitale italiano e le joint-venture italo-albanesi rappresentassero il 47% del totale delle imprese estere, in grado di generare il 25% del volume d’affari a capitale straniero e con un indotto occupazionale dell’8% su totale degli occupati.

Numeri a dir poco interessanti, che da soli spiegano la recente apertura di una nuova filiale FERCAM in Albania, a Tirana, specializzata nei servizi FTL (Full Truck Load) e LTL (Less Than Truck Load) da e per Albania e Macedonia nei collegamenti con l’Italia.

Edilizia ed energia sono tra i settori merceologici più importanti

I settori merceologici più interessanti degli investimenti italiani in Albania sono: edilizia, energia, settore agricolo e agroalimentare, infrastrutture, turismo, tessile e calzaturiero. In particolare, il governo albanese spinge sul settore energetico (elettricità e gas) e della trasformazione e conservazione dei prodotti agroalimentari.

Tra i punti di forza dell’Albania si possono considerare:

  • una posizione strategica al centro del Mediterraneo
  • l’accesso al resto dell’Europa Balcanica, la presenza di buona manodopera a costi contenuti
  • una buona tenuta dell’economia e compatibilità con il sistema produttivo italiano,
  • la diffusione della lingua italiana tra la popolazione locale
  • una pressione fiscale molto favorevole.

L’interscambio tra Italia ed Albania nel 2016 è ammontato a circa 2,2 miliardi di euro. L’Italia è nettamente il primo cliente dell’Albania, con il 54,57% di quota del volume delle esportazioni, in aumento rispetto al 2015 (50,87%); è anche il primo fornitore dell’Albania, con il 29,28% di share del volume delle importazioni. Secondo i dati del 2016, dopo l’Italia, di gran lunga primo partner commerciale, figurano la Germania (7,69%), la Cina (7,06%), la Grecia (6,90%), la Turchia (5,89%) e il Kosovo (2,72%).

(fonte dati statistici: www.infomercatiesteri.it ICE)

 

 

Quale futuro per i veicoli industriali

Quale futuro per i veicoli industriali

Da mezzi innovativi a carburanti alternativi, il futuro del trasporto su strada

Il futuro dei veicoli industrialiSecondo l’IRU (Unione internazionale dei trasporti su strada) nel 2050 le merci continueranno a essere trasportate dalle tipologie di veicoli attualmente riconosciute. Uno dei metodi più semplici e immediati per migliorare l’efficienza, è realizzare autocarri più aerodinamici. Altre misure facilmente implementabili sono il platooning (tecnologia oggi in fase di sperimentazione in alcuni Paesi europei) con la formazione di convogli di autocarri guidati dal veicolo in testa; l’introduzione di veicoli ad alta capacità di trasporto con peso totale a terra dell’ordine delle 60 tonnellate (di cui si parla ormai da diverso tempo), e veicoli a guida autonoma.

Un discorso a parte vale per i carburanti alternativi. Per il diesel si prevede una quota di veicoli pesanti di quasi il 98% nel 2025 e di oltre il 96% nel 2030. La tecnologia diesel è in continuo miglioramento grazie all’introduzione di convertitori catalitici specializzati, filtri avanzati e altri dispositivi per ridurre le emissioni inquinanti.

I veicoli elettrici hanno il problema che le dimensioni e i pesi maggiori degli autocarri aumentano notevolmente le barriere nell’utilizzo delle batterie al posto del diesel. Come alternativa, l’energia potrebbe essere alimentata al veicolo direttamente dalla rete, ma i sistemi elettrici stradali hanno costi di investimento molto elevati. Per l’idrogeno sono necessarie infrastrutture di rifornimento e costi per la tecnologia dei veicoli. Il gas naturale è segnato dalla disponibilità, dal costo rispetto al diesel, ma ha forti limiti di diffusione fino a quando non vi sarà una adeguata e capillare rete di distribuzione.

Il ruolo prezioso fornito dagli strumenti IT nella gestione dei magazzini

Il ruolo prezioso fornito dagli strumenti IT nella gestione dei magazzini

Una gestione più automatizzata del magazzino permette alle aziende di gestire al meglio e focalizzarsi sul miglioramento del servizio

strumenti IT per gestione magazzinoOccorre prima di tutto focalizzare l’attenzione sul fatto che un sistema di gestione informatizzata dei materiali a magazzino ha il compito di fornire risposte rapide e certe su disponibilità, indice di rotazione nell’anno e relativo posizionamento fisico dei prodotti. Inoltre, il software per la gestione del magazzino deve farsi carico del calcolo dei parametri necessari per effettuare correttamente le attività legate alla corretta disposizione degli articoli nelle aree di stoccaggio e alla gestione dei particolari a media/alta movimentazione. I moderni sistemi di gestione dei magazzini sono accompagnati da sistemi informatici definiti CRP (Continuous Replenishment Program – ossia sistemi di riapprovvigionamento automatico delle scorte di magazzino al fine evitare una rottura di stock) che sono in grado di ripristinare in maniera automatica i livelli di stock dei prodotti. L’implementazione di questi strumenti permette di risparmiare tempo, che può essere utilizzato per migliorare la gestione degli ordini periodici e il livello di servizio offerto alla clientela.

Per quanto riguarda l’operatività, i sistemi di pianificazione del riassorbimento delle scorte devono essere in grado di monitorare tutte le movimentazioni del magazzino del punto vendita (carichi, vendite e differenze di giacenza) registrate nel corso della giornata di lavoro. È indubbio che stiamo parlando di sistemi sofisticati che richiedono un periodo di addestramento del personale e che, oltre al ripristino automatico di parti e ricambi, offrono ampie possibilità di intervento per il magazziniere, fornendo una completa trasparenza di dati e maggiori informazioni per l’analisi. Normalmente questi strumenti gestionali richiedono l’attenzione del magazziniere su poche operazioni, alcune da eseguire quotidianamente e altre da effettuare periodicamente.

In logistica occorre un nuovo legame tra competenze e tecnologie

In logistica occorre un nuovo legame tra competenze e tecnologie

Le nuove tecnologie basate sulla rete internet permettono un migliore scambio di informazioni

Logistica legame tra competenze e tecnologieL’efficacia, l’efficienza e la strategicità delle prestazioni logistiche sono rafforzate e supportate dallo sviluppo di innovativi strumenti di comunicazione e informazione che permettono il coordinamento sia fisico che informativo tra i partner dell’outsourcing logistico e le parti coinvolte nel business, come fornitori o clienti. Un esempio evidente è rappresentato da internet, grazie al quale oggi le aziende possono realizzare nuove forme comunicative e di trasmissione di dati a distanza, a basso costo e in tempo reale, ottimizzando molte operazioni gestionali, come il trasferimento di documenti. Questo strumento, abbinato all’impiego dei sistemi informativi “web-based” per la gestione dei processi logistici, sistemi di identificazione automatica e sistemi wireless, permette il monitoraggio della merce viaggiante lungo tutto il percorso, fino all’arrivo della merce al cliente.

Tale rappresentazione si fa più complessa nel momento in cui la Supply Chain si ramifica a livello globale, rendendo più complicata la rete degli scambi, dove è fondamentale poter contare su nuove infrastrutture e attrezzature per rispondere alle diversificate esigenze di ordine operativo, amministrativo e normativo, in relazione, ad esempio, alla revisione delle strategie logistico-produttive o commerciali. Pertanto emerge in maniera più evidente la necessità di organizzare una rete logistica di supporto, attraverso la quale mettere in relazione quella fisica con quella informativa. In tale contesto, la logistica cessa quindi di essere considerata come una semplice funzione di trasporto e assume una valenza strategica, come elemento che contribuisce ad ottimizzare le performance dell’intera Supply Chain.

Cosa fare per sviluppare il trasporto ferroviario cargo?

Cosa fare per sviluppare il trasporto ferroviario cargo?

Quali sono i punti fondamentali per rilanciare il trasporto ferroviario cargo?

sviluppare il trasporto ferroviario cargoLo sviluppo del trasporto ferroviario cargo non è più solo legato all’andamento dell’economia di un Paese, quanto piuttosto alla capacità degli operatori specializzati nel settore, di proporre soluzioni competitive in termini di costi e di servizio rispetto alla soluzione stradale, secondo una logica di erogazione del servizio door to door. Sul fronte infrastrutturale sono necessari una serie di interventi soft mirati a rendere più efficiente l’utilizzo della ferrovia, come:

  • incremento della lunghezza dei treni fino a 750 metri (rispetto agli attuali 550 metri);
  • incremento del peso massimo trainabile a 2.000 tonnellate lorde e
  • superamento dei colli di bottiglia e strozzature che limitano la risposta prestazionale della ferrovia, come ad esempio l’adeguamento in classe D4 di linee di rete e binari di raccordo e il potenziamento dei binari di presa e consegna dei treni.

Lo sviluppo dell’intermodalità è un altro aspetto fondamentale. Una distanza minima tra i terminal di partenza e destino di minimo 500 km verso Europa può fornire un’alternativa veloce e sicura al trasporto su gomma in modo da garantire la competitività a livello di costi.

Le prospettive di rilancio del settore ferroviario sono legate anche all’andamento dei flussi di traffico merci, che il nostro Paese sarà in grado di sviluppare e attrarre migliorando le condizioni di esercizio e competitività di questa modalità di trasporto. La logistica ferroviaria è molto più rigida e complessa di quella stradale, richiede infrastrutture dedicate e punti di interscambio organicamente integrati con le reti di trasporto, il territorio e l’apparato produttivo, e operatori capaci di una progettazione e gestione attenta e sincronizzata delle diverse attività che compongono il ciclo di una spedizione ferroviaria.

Leadership di costo o leadership di servizio?

Leadership di costo o leadership di servizio?

La logistica delle merci deve incentrarsi sul fornire nuovi servizi a valore aggiunto

leadership di costo o di servizioLa relazione esistente tra livello di servizio e costo logistico è certamente il punto di partenza per ogni azienda per affrontare il suo posizionamento competitivo nei diversi mercati di sbocco commerciale e, di conseguenza, per poter fissare il corretto rapporto tra qualità del servizio e condizioni tariffarie. In questo senso risulta centrale l’ascolto del cliente, al fine di verificare le possibili aree e azioni future che possono portare ad un sensibile miglioramento del servizio (intervento di efficacia e miglioramento della qualità) oppure a minimizzare l’incidenza del costo logistico (interventi di efficienza).

Per rendere ancora più evidente la stretta relazione esistente tra livello di servizio e costo logistico, il concetto di leadership di costo intende fornire lo specifico prodotto o servizio al prezzo più basso possibile senza compromettere la qualità della prestazione logistica; mentre la leadership di servizio mira a differenziarsi e affermarsi sul mercato con la massima qualità e personalizzazione del servizio.

Certamente la logistica delle merci, nel corso degli ultimi anni, ha registrato un forte ripensamento del rapporto tra fornitore di servizi logistici e azienda, che non è più basato sulla capacità di risparmiare sui costi di trasporto, ma si sviluppa, secondo FERCAM, attraverso una maggiore sincronizzazione delle varie fasi che compongono la catena della logistica, in modo da fornire nuovi servizi ad elevato valore aggiunto, dove regolarità, tutela del prodotto e sicurezza del servizio, servizi door to door e soluzioni personalizzate misurano la qualità e la scelta dell’operatore.

Come si progetta un sistema di material handling?

Come si progetta un sistema di material handling?

Ci sono molti elementi da considerare nel progettare un sistema di movimentazione e stoccaggio delle merci

Sistemi material handlingUna corretta progettazione della soluzione di logistica di magazzino ha la necessità di procedere per fasi, ricercando le connessioni, gli schemi logici, la struttura e gli elementi di cui si compone (attrezzature e mezzi di movimentazione). Queste fasi esistono sempre, sia che avvengano in periodi temporali differenti, siano gestite da persone o funzioni aziendali diverse, o se siano effettuate senza analizzare la possibile scindibilità concettuale, come molto spesso accade.

Per procedere a una buona progettazione del sistema di material handling bisogna disporre di una serie di informazioni quantitative e qualitative, in modo da fotografare tutta la realtà aziendale e, nello specifico, tutte le possibili situazioni operative nelle quali verrà utilizzata attrezzatura di movimentazione.

Progettare un sistema di movimentazione e stoccaggio delle merci significa innanzitutto stabilire quale sia il ruolo del magazzino nel sistema logistico aziendale. Per fare questo è necessario individuare preliminarmente, e prima di aver scelto il layout del magazzino, una serie di elementi come: modalità di movimentazione, logiche di immagazzinamento e di entrata e di uscita dei materiali, al fine di inserire la struttura in una realtà aziendale che oggi è in continuo mutamento. In questo contesto, è fondamentale fissare un livello di meccanizzazione ed eventuale automazione che sia adeguato al livello di servizio desiderato, al grado di selettività necessario per i vari prodotti in giacenza e al livello di affidabilità e disponibilità che si vuole ottenere dal magazzino. Nel tempo, una metodologia insufficiente può portato a realizzazioni errate, inutilmente dispendiose e difficilmente gestibili.

L’importanza di ripensare la rete distributiva di una azienda

L’importanza di ripensare la rete distributiva di una azienda

Sono diverse le esigenze aziendali che oggi spingono le aziende a cambiare la loro rete distributiva

Rete distributivaL’organizzazione del modello di rete distributiva in un’azienda può rappresentare un differenziale competitivo rispetto ai concorrenti. Una nuova rete distributiva deriva da diverse esigenze aziendali:

  • dalla necessità di allargare ed integrare una rete sempre più estesa e complicata da gestire;
  • dalla necessità di poter monitorare e tracciare ogni anello della catena logistica; dalla necessità di rendere più efficiente la catena logistica distributiva (alta incidenza dei costi logistici in rapporto al valore della merce);
  • ed infine per rispondere alla distanza logistica (ossia capacità di collegare in termini di tempo e costo due punti sul territorio, offrendo differenti soluzioni distributive).

Non esistono modelli o soluzioni distributive la cui validità non sia sottoposta alla verifica del tempo o evoluzione del business. Le aziende devono mantenere uno sguardo aperto alle novità, adottare un approccio asettico nelle valutazioni, saper distinguere dove esistono economie di scala interne e skill aziendali, e utilizzare la leva dell’outsourcing per la gestione di complessità, stagionalità e variabilità di volumi e nuovi mercati di sbocco commerciale.

Affrontando questo delicato tema, poniamo un quesito ai lettori del blog FERCAM e precisamente: che importanza ha e quali sono le costanti nell’organizzazione del modello di rete distributiva in una azienda?

Nuove infrastrutture logistiche nel traffico dei container

Nuove infrastrutture logistiche nel traffico dei container

I terminal container sono infrastrutture specializzate per il trasbordo di unità di carico da nave a trasporto terrestre

Infrastrutture trasporto containerIl punto centrale del servizio intermodale marittimo è il terminal container. È questo il luogo dove si verificano gli appuntamenti e i cambi di modalità per la trazione terminale terrestre. Si tratta di un’infrastruttura logistica specializzata nel trasbordo di unità di carico (contenitori, casse mobili, semirimorchi) da nave a modalità di trasporto terrestri o da treno alla strada e viceversa. Consiste in un’area attrezzata con due o più binari operativi e gru che permettono il trasbordo delle unita dalla nave e/o dal treno a un automezzo e viceversa. L’utilizzo delle tecniche intermodali avvicina a livello geografico e tariffario i terminal marittimi alle aree di presa e consegna.

L’attuale tendenza organizzativa nella gestione dei traffici containerizzati tende a privilegiare punti di interscambio collegati alla rete ferroviaria, su cui gravita un hinterland di traffico. Questi punti, conosciuti come inland terminal, sono dei poli di attrazione del traffico intermodale – nella specifica area geografica-commerciale – per la raccolta, la distribuzione dei contenitori pieni con automezzi stradali e per il deposito delle unità di carico vuote.

In caso di bacini di traffico di notevoli dimensioni può essere giustificata l’esistenza di più terminal relativamente vicini, posizionabili possibilmente nei baricentri dei sottobacini di traffico. Generalmente, però, un eccessivo e non giustificato ravvicinamento tra terminal comporta una serie di conseguenze che possono compromettere l’efficienza complessiva del trasporto combinato. Una rete di terminal troppo fitta territorialmente determina infatti la riduzione della concentrazione di carico sui treni, la diminuzione delle quantità movimentate nei singoli terminal, l’aumento dei costi di movimentazione e la riduzione degli effetti legati alle economie di scala del terminal.

Quali sono le certificazioni per vendere i prodotti europei nei mercati islamici?

Quali sono le certificazioni per vendere i prodotti europei nei mercati islamici?

La certificazione Halal è necessaria per poter commerciare con questi paesi e le aziende devono attenersi a delle linee guida sulle sostanze contenute nei prodotti.

Certificazione halalPer l’accesso ai mercati Halal più importanti, quali Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Sudafrica, etc., le aziende europee, e in particolare quelle italiane, devono avvalersi di una certificazione Halal valida e riconosciuta. Questi mercati infatti contano il 70% del giro d’affari del mercato mondiale Halal, che supera i 3 mila miliardi di dollari all’anno.

Nel mondo esistono 4.000-5.000 certificatori Halal, ma solo 90-100 di questi enti sono riconosciuti a livello internazionale. Le sostanze critiche che comprometterebbero lo status Halal dei prodotti, sono comunemente raggruppate per convenzione nelle seguenti macrocategorie:

  • animali carnivori e onnivori: tra cui suini, felini, rapaci e derivati
  • derivati degli animali che non siano stati macellati secondo il rito islamico (ad esclusione di latte, uova e miele);
  • alcol etilico/sostanze inebrianti;
  • insetti e derivati (es. E120);
  • asino domestico e derivati (ad esempio: il latte d’asina)
  • derivati dell’uomo (ad esempio: aminoacidi estratti da capelli);
  • sangue e derivati;
  • sostanze dannose per la salute umana.

L’elenco di sostanze critiche è da ritenersi come linea guida generale e le singole realtà aziendali presentano delle casistiche a se stanti, da valutare una volta avviato l’iter di certificazione e le necessarie procedure di analisi previste.

Il mercato dei prodotti Halal ha avuto nel tempo una crescita esponenziale. Questo è dovuto non soloo all’aumento demografico di fedeli musulmani in tutto il mondo e, in particolare, in Europa, ma anche dal continuo evolversi delle tecnologie industriali impiegate nei processi produttivi in tutti i settori merceologici e di servizi. Queste infatti aumentano la possibilità di contaminazione del prodotto finale che giunge ai consumatori.

Internazionalizzazione delle imprese manifatturiere: quali sono le nuove esigenze di servizi logistici?

Internazionalizzazione delle imprese manifatturiere: quali sono le nuove esigenze di servizi logistici?

Le aziende manifatturiere che si internazionalizzano necessitano di operatori logistici con una rete internazionale e che assicurino specifici tempi di resa.

logistica internazionaleIn un mercato sempre più aperto a livello globale, le aziende hanno la necessità di poter contare su operatori logistici multi specializzati come FERCAM, in grado di fornire servizi di distribuzione su scala internazionale, con tempi di resa certi e garantiti e con la possibilità di usufruire di molte attività accessorie alla spedizione. Gli esempi non mancano, si pensi al comparto automotive, dove da alcuni anni diverse imprese lombarde e venete e quelle di alcuni land della Germania, sembrano far parte dello stesso Paese; oppure ai prodotti delle 4A (Automazione, Legno Arredo, Abbigliamento e Alimentare) eccellenze del Sistema Italia esportate e conosciute in tutto il mondo.

Per quanto attiene alla logistica, la globalizzazione ha modificato radicalmente le logiche di movimentazione dei prodotti all’interno del mercato europeo: fino ad alcuni anni fa esistevano degli stabilimenti di produzione locale che servivano il paese di riferimento comunemente definito “focus market”. La globalizzazione e la ricerca sempre maggiore di economie di scala che permettano alle aziende di sopravvivere, ha fatto si che si passasse dal concetto “focus market” ad un concetto “focus factory”, cioè l’attenzione si è spostata dal mercato alla produzione.

Con una propria struttura di consulenza interna, operatori logistici come FERCAM assistono il cliente nel processo di globalizzazione e internazionalizzazione e propongono/ organizzano soluzioni logistiche secondo un approccio tailor-made per ogni settore merceologico e/o canale distributivo.