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Quale futuro per i veicoli industriali

Quale futuro per i veicoli industriali

Da mezzi innovativi a carburanti alternativi, il futuro del trasporto su strada

Il futuro dei veicoli industrialiSecondo l’IRU (Unione internazionale dei trasporti su strada) nel 2050 le merci continueranno a essere trasportate dalle tipologie di veicoli attualmente riconosciute. Uno dei metodi più semplici e immediati per migliorare l’efficienza, è realizzare autocarri più aerodinamici. Altre misure facilmente implementabili sono il platooning (tecnologia oggi in fase di sperimentazione in alcuni Paesi europei) con la formazione di convogli di autocarri guidati dal veicolo in testa; l’introduzione di veicoli ad alta capacità di trasporto con peso totale a terra dell’ordine delle 60 tonnellate (di cui si parla ormai da diverso tempo), e veicoli a guida autonoma.

Un discorso a parte vale per i carburanti alternativi. Per il diesel si prevede una quota di veicoli pesanti di quasi il 98% nel 2025 e di oltre il 96% nel 2030. La tecnologia diesel è in continuo miglioramento grazie all’introduzione di convertitori catalitici specializzati, filtri avanzati e altri dispositivi per ridurre le emissioni inquinanti.

I veicoli elettrici hanno il problema che le dimensioni e i pesi maggiori degli autocarri aumentano notevolmente le barriere nell’utilizzo delle batterie al posto del diesel. Come alternativa, l’energia potrebbe essere alimentata al veicolo direttamente dalla rete, ma i sistemi elettrici stradali hanno costi di investimento molto elevati. Per l’idrogeno sono necessarie infrastrutture di rifornimento e costi per la tecnologia dei veicoli. Il gas naturale è segnato dalla disponibilità, dal costo rispetto al diesel, ma ha forti limiti di diffusione fino a quando non vi sarà una adeguata e capillare rete di distribuzione.

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