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Le nuove sfide per la logistica del canale moderno

Le nuove sfide per la logistica del canale moderno

La rete distributiva deve adattarsi all’aumento di punti vendita della GDO

Logistica del canale modernoLa progressiva apertura di nuovi punti vendita da parte della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) – in particolare nelle strutture di prossimità al consumatore, con una superficie variabile tra i 200 ed i 300 m2 – hanno radicalmente modificato le logiche di distribuzione dei prodotti dai CeDi ai punti di vendita finale. Il flusso teso, ossia la consegna diretta dal Centro di Distribuzione al punto vendita, è diventata la soluzione per rendere efficiente la logistica distributiva e nel contempo ha ridotto il ruolo strategico dei depositi periferici attraverso cui transitano quote sempre decrescenti di prodotto finito.

In questo scenario: la soluzione ottimale consiste sempre di più nel gestire e controllare direttamente il servizio ai grandi clienti, affidando le consegne ai rimanenti punti di vendita ad operatori logistici terzi.

Per servire i punti di vendita medio-piccoli le grandi catene della GDO hanno costituito dei poli periferici regionali affidando la distribuzione ad operatori logistici pluriregionali nelle aree di competenza. La creazione dei poli periferici è stata essenziale per minimizzare l’impatto sulla clientela nel passaggio da un servizio gestito direttamente ad uno completamente terziarizzato. I risultati raggiunti hanno determinato una riduzione dei costi di distribuzione fisica ed un miglioramento della flessibilità del servizio con notevole riduzione del lead-time tra il ricevimento dell’ordine e la consegna.

È possibile una logistica green?

È possibile una logistica green?

Per gli operatori logistici sono molteplici le possibilità di rendere più eco-sostenibile la propria attività

Logistica GreenDal trasporto internazionale alla distribuzione locale, dalla reverse logistics alla promozione dell’intermodalità per trasferire quote di traffico dalla strada alla ferrovia o alla nave, così come le nuove modalità di progettazione degli imballi per ridurre danni e costi di spedizione: la logistica sostenibile è un universo che coinvolge diversi segmenti dell’economia e svariati suoi protagonisti. Per poter vedere un miglioramento dal punto di vista ambientale è necessario un approccio sistemico tra i vari soggetti coinvolti nella catena logistica del trasporto. I veicoli del futuro saranno sempre più intelligenti, semplici da guidare e confortevoli per la sicurezza stradale e per la sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre l’incidentalità e salvaguardare l’ambiente.

Le ricette per migliorare e rendere la mobilità delle merci più eco-sostenibile puntano alla promozione di progetti di logistica collaborativa, con consegne congiunte per saturare la capacità di carico dei mezzi di trasporto e ridurre la percorrenza a vuoto degli stessi, e un maggiore utilizzo di veicoli alimentati con fonti alternative (GPL, metano, ibridi ed elettrici).

Una soluzione potrebbe derivare dall’utilizzo intensivo di borse noli (mercati in cui si effettuano le trattative riguardanti noleggi di navi o aerei non di linea) e software dedicati alla pianificazione degli itinerari, basati però anche su una cooperazione tra la domanda e l’offerta di servizi di trasporto. Il loro utilizzo consentirebbe di avere una chiara visione d’insieme di:

  • indirizzi
  • tempi di percorrenza
  • costi
  • distanze

per un’efficiente gestione della mobilità delle merci e per pianificare la soluzione di viaggio ottimale.

Ricordiamo che l’8% di tutte le emissioni di CO2 a livello mondiale sono imputabili al trasporto, che rappresenta anche la causa del 5,5% del gas serra.

Un altro esempio di logistica collaborativa, denominato “pooling”, ha permesso ad un operatore logistico di raddoppiare la frequenza delle consegne, essere più reattivo e di ridurre le probabilità di esaurimento delle scorte. L’ottimizzazione e il pooling hanno portato a una diminuzione del 30% delle operazioni di carico – operazioni di vitale importanza in questi tempi di congestione dei centri di distribuzione di vendita al dettaglio. Il pooling è un vero e proprio caso da manuale, che grazie all’apertura mentale dimostrata da alcune catene della Grande Distribuzione Organizzata e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti (produttore – distributore – operatore logistico) dimostra come trasformare un vincolo in una soluzione che crei valore per tutti i soggetti coinvolti nella catena logistica.

Concludiamo con una frase che ben esemplifica i contenuti di questo approccio sistemico: l’efficienza la si fa solo quando si ha misurato bene le attività e calcolato la propria impronta ambientale.