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Come cambierà la figura del Supply Chain Manager?

Come cambierà la figura del Supply Chain Manager?

Le risorse umane saranno il fattore che assicurerà un vantaggio competitivo

Ruolo del Supply Chain ManagerTra qualche anno, la competizione a livello globale tra i vari Paesi si focalizzerà non tanto sul possesso delle materie prime o di prodotti finiti, quanto nella disponibilità di tecnologie e di nuove professionalità delle risorse umane, quali appunto quelle dei Supply Chain Manager. Si tratta quindi, per la logistica, di una sfida non solo tecnologica, ma anche di sviluppo delle risorse umane. Queste infatti devono avere capacità di analisi e di comprensione dei dati per indirizzare le decisioni, sia a livello strategico che operativo, per pensare nuovi servizi a valore aggiunto.

Di conseguenza, alle persone che operano nella logistica a supporto del Supply Chain Manager, verranno richieste nuove competenze:

  • per la logistica inbound, addetti in grado di valutare e organizzare il flusso degli approvvigionamenti di merce, al fine di garantire una corretta politica degli acquisti e di selezionare i fornitori avendo una visione integrata di controllo dei tempi e dei costi del processo logistico aziendale;
  • per la logistica out-bound addetti che sappiano valutare interventi di miglioramento e organizzazione del sistema di distribuzione delle merci, garantendo la massima soddisfazione e miglior rapporto costi/livello di servizio, con una visione integrata della gestione e pianificazione del processo logistico distributivo.
Per governare la Supply Chain è necessario monitorare tutta la filiera

Per governare la Supply Chain è necessario monitorare tutta la filiera

L’utilizzo di Key Performance Indicators permette di controllare l’efficacia della filiera

Monitorare la supply chainLa missione fondamentale della Supply Chain è quella di garantire il livello pianificato di qualità per il consumatore e il servizio per i clienti, avendo come obiettivo quello di minimizzare il “Delivered Goods Cost” e di assicurare il massimo livello di competitività sul lungo periodo. Il sistema funziona quando ognuna delle componenti tende al miglior risultato finale, ovvero al conseguimento degli obiettivi aziendali prefissati. Lo scopo e la funzione della creazione di “briglie” rappresentate dalla pianificazione operativa e dalla pianificazione strategica e di controllo è quindi quello di avere una visione globale, sistematica ed omogenea, trasversale rispetto alle funzioni, orientata al coordinamento ed al processo di pianificazione operativa e strategica.

Per governare la Supply Chain e il network di flussi fisici e di operazioni, oggi diventa fondamentale poter contare sulla disponibilità di un monitor integrato lungo tutta la filiera, con Key Performance Indicator (KPI) su più livelli: direzionale, per allineare il modello e le performance alle strategie; gestionale, per controllare la coerenza e l’efficacia dei processi chiave e con un taglio operativo, per misurare l’efficienza nelle operazioni. Un monitor efficace è anche uno strumento per simulazioni di scenari e di proiezioni.

Come preparare la tua azienda per il Capodanno Cinese

Come preparare la tua azienda per il Capodanno Cinese

Le aziende che commerciano con la Cina devono tenere in considerazione diversi fattori con l’avvicinarsi di questa festività

Capodanno cinese e mondo dei trasporti e logisticaAl giorno d’oggi, in cui gli scambi internazionali sono più facili e veloci, è importante essere a conoscenza delle festività di altri paesi che potrebbero avere un impatto sulla tua azienda.

Il mese di febbraio è ormai famoso per il Capodanno Cinese, una delle festività più importanti e più lunghe per la Cina. Durante questo periodo la produzione del paese si ferma quasi completamente, producendo un forte impatto sul mercato mondiale e sul settore dei trasporti e della logistica.

In questo periodo dell’anno le aziende subiscono notevoli rallentamenti nella produzione

Il periodo festivo del Capodanno Cinese dura normalmente una settimana, ed essendo basato sul calendario lunare, le date variano ogni anno. Quest’anno, l’anno del maiale, si svolgerà dal 4 al 10 febbraio. Per i dipendenti delle aziende, che spesso si trovano a lavorare molto distanti dalle loro famiglie, le vacanze si prolungano alla settimana precedente e alla settimana successiva. In questo periodo infatti il paese sperimenta una migrazione di massa, e a causa del congestionamento dei trasporti, il viaggio per raggiungere le proprie può richiedere anche giorni. Questo comporta che la maggior parte delle aziende rimanga chiusa per circa 21 giorni. Inoltre, questo periodo dell’anno rappresenta per i dipendenti un momento di negoziazione delle loro condizioni contrattuali, e rappresenta il presupposto su cui si basa il loro rientro al posto di lavoro. Le aziende, specialmente quelle più piccole, durante le festività affrontano quindi un periodo difficoltoso, con scarsità di forza lavoro, che si protrae anche nel periodo successivo al termine del Capodanno. Nonostante la produzione sia bloccata, durante tutto questo periodo le aziende continuano ad accettare ordini da parte dei clienti, senza però riuscire a garantire tempi di consegna precisi. La mancanza di personale durante e anche oltre il termine delle festività, fa si che le aziende facciano fatica a processare tutti gli ordini ricevuti per alcune settimane successive.

L’impatto è notevole anche sul mondo dei trasporti e della logistica

Come si può immaginare, quindi, come per tutti gli altri settori, anche l’impatto sul settore logistico e dei trasporti è notevole. È importante che le aziende che hanno rapporti commerciali con la Cina e che ordinano abitualmente materiale per la loro supply chain da questo paese, si assicurino di organizzare il loro approvvigionamento con molto anticipo, per evitare di rimanere senza materie prime. È importante considerare anche che i prezzi per il trasporto via mare e aereo in questo periodo subiscono un notevole incremento. Questo aumento, definito, PSS (Peak Season Surcharge), viene normalmente comunicato dai trasportatori via mare all’approssimarsi delle vacanze.

I porti e la dogana in Cina sono operativi durante le festività e sono ufficialmente chiusi per soli 3 giorni. Il personale però è dimezzato e, di conseguenza, i tempi di lavorazione sono più lunghi, mentre i porti sono intasati di container.

I container devono arrivare al porto almeno 10 giorni prima dell’inizio del Capodanno cCnese ed essere prenotati con almeno 2 settimane di anticipo, per assicurarsi che vengano spediti prima dell’inizio delle vacanze. Ma durante tutto questo periodo i porti sono congestionati e alcune navi container potrebbero essere cancellate, causando notevoli ritardi.

Come prepararsi per il Capodanno Cinese?

Durante le festività del capodanno Cinese è necessario prepararsi per un periodo di oltre un mese in cui la normale fornitura di materiale potrebbe essere rallentata o addirittura bloccata. Sono sufficienti dei piccoli accorgimenti e una buona pianificazione per evitare imprevisti per la tua azienda:

  • La migliore strategia è quella di pianificare con largo anticipo, prenotando i trasporti almeno 3 settimane prima dell’inizio delle festività
  • Comunicare con i fornitori e trasportatori, per capire le loro tempistiche, prima e dopo il Capodanno
  • Pianificare la quantità di materiale necessario alla produzione per il periodo del Capodanno Cinese, specialmente se si tratta di materiale a rischio di degrado
  • Tieni d’occhio la cargo ready date, la data in cui il container deve essere pronto
  • Prendere in considerazione spedizioni per via aerea, specialmente se si hanno delle deadline da rispettare. Tuttavia, anche lo spazio disponibile per spedizioni via aereo può essere limitato
  • Scegliere modalità con tempi di transito più lunghi. Normalmente infatti, le modalità più veloci sono quelle che sperimentano una situazione di overbooking molto più velocemente.
  • Se devi spedire più container, suddividili in più documenti di trasporto. In questo modo, eventuali ritardi non riguarderanno tutto il materiale ordinato

Quindi, pianificate con anticipo e buon anno del maiale!

Resta informato su tutte le festività Europee e pianifica al meglio, con il nostro calendario delle festività!

In logistica occorre un nuovo legame tra competenze e tecnologie

In logistica occorre un nuovo legame tra competenze e tecnologie

Le nuove tecnologie basate sulla rete internet permettono un migliore scambio di informazioni

Logistica legame tra competenze e tecnologieL’efficacia, l’efficienza e la strategicità delle prestazioni logistiche sono rafforzate e supportate dallo sviluppo di innovativi strumenti di comunicazione e informazione che permettono il coordinamento sia fisico che informativo tra i partner dell’outsourcing logistico e le parti coinvolte nel business, come fornitori o clienti. Un esempio evidente è rappresentato da internet, grazie al quale oggi le aziende possono realizzare nuove forme comunicative e di trasmissione di dati a distanza, a basso costo e in tempo reale, ottimizzando molte operazioni gestionali, come il trasferimento di documenti. Questo strumento, abbinato all’impiego dei sistemi informativi “web-based” per la gestione dei processi logistici, sistemi di identificazione automatica e sistemi wireless, permette il monitoraggio della merce viaggiante lungo tutto il percorso, fino all’arrivo della merce al cliente.

Tale rappresentazione si fa più complessa nel momento in cui la Supply Chain si ramifica a livello globale, rendendo più complicata la rete degli scambi, dove è fondamentale poter contare su nuove infrastrutture e attrezzature per rispondere alle diversificate esigenze di ordine operativo, amministrativo e normativo, in relazione, ad esempio, alla revisione delle strategie logistico-produttive o commerciali. Pertanto emerge in maniera più evidente la necessità di organizzare una rete logistica di supporto, attraverso la quale mettere in relazione quella fisica con quella informativa. In tale contesto, la logistica cessa quindi di essere considerata come una semplice funzione di trasporto e assume una valenza strategica, come elemento che contribuisce ad ottimizzare le performance dell’intera Supply Chain.

La supply chain della mela

La supply chain della mela

La mela richiede una catena del freddo garantita, dove la logistica ha assunto un ruolo centrale per poter commercializzare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita.

Supply chain della melaNegli ultimi anni la filiera di produzione della mela italiana ha avviato un’azione di riposizionamento sul mercato volta a riorganizzare e centralizzare il processo decisionale della produzione; internazionalizzazione finalizzata all’ingresso in nuovi mercati e forte differenziazione dei prodotti, non solo come varietà ma anche con soluzioni e servizi a valore aggiunto, come prodotti pronti al’uso (ad esempio succhi e composte di frutta). In questo nuovo scenario, la logistica ha assunto un ruolo chiave per posizionare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita. Le modalità di distribuzione della mela variano a seconda dei tre canali di vendita, rappresentati da:

  • mercati ortofrutticoli
  • Grande Distribuzione Organizzata
  • mercati esteri.

La supply chain della mela

La raccolta delle mele, che un tempo era effettuata soltanto con l’ausilio di scale, oggi è resa più agevole dall’uso di attrezzature per la movimentazione come transpallets e scivoli e da forme di coltivazione che, privilegiando un’altezza ridotta delle piante, permettono la raccolta a mano da terra. Solitamente sono necessari almeno due passaggi nel terreno affinché i frutti siano raccolti nella giusta fase della maturazione. Nella fase di distacco dei frutti e del loro posizionamento nei contenitori destinati alla raccolta, devono essere adottate tutte le precauzioni per evitare di provocare contusioni e ferite al frutto. Al fine di ottenere partite di prodotto omogeneo, le mele vengono direttamente selezionate in campo per calibro e per colorazione e poste in “bins” (contenitori in materiale plastico e/o legnoso delle dimensioni di un pallet). La pre-calibrazione, pur essendo ininfluente sulla qualità del prodotto, permette una gestione più elastica del magazzino, in funzione delle reali esigenze commerciali.

Il trasporto refrigerato è necessario in particolare nei lunghi percorsi e, nel caso di prodotto maturo, pronto al consumo. In tal caso la temperatura deve essere compresa tra 0 e 5°C. Nel periodo invernale, su certi percorsi, può essere necessaria la protezione da temperature inferiori al punto di congelamento (-1°C).

I consorzi di produttori e le catene di vendita per la conservazione della mela devono assicurare la freschezza dei prodotti con elevati costi energetici, perché questo alimento – ma in generale la frutta – sono legati ad una supply chain con temperatura controllata. Una catena del freddo ininterrotta con campi di temperatura variabili nel rispetto delle più rigorose norme HACCP di igiene, dal trasporto dei prodotti dalla raccolta nel campo, alla selezione, imballaggio e lavorazione fino al consumatore finale, è il presupposto per garantire al consumatore finale un prodotto assolutamente fresco.

Quali requisiti deve possedere un sistema I.T. per la logistica?

Quali requisiti deve possedere un sistema I.T. per la logistica?

La caratteristica fondamentale dei sistemi di gestione I.T. deve essere l’apertura verso altri applicativi lungo l’intera catena logistica aziendale.

requisiti sistema IT per la logisticaUn sistema integrato di ricevimento e smistamento delle merci, che si basa su un sistema informativo in grado di guidare tutto il flusso delle movimentazioni, ha lo scopo di ridurre, o eventualmente eliminare, il ritorno di vuoti e di ottimizzare il carico dei vettori in funzione della tipologia di merce e dell’itinerario di distribuzione. Inoltre, dall’identificazione della destinazione finale della merce, che è stata opportunamente smistata prima della formazione delle unità di carico, il sistema deve provvedere a svolgere queste funzioni:

  • identificare le tipologie di vettore idoneo al trasporto,
  • tracciare l’itinerario di minimo costo sulla scorta dei vincoli posti dalla possibilità di accatastare le merci in base alla loro tipologia
  • fornire uno schema di carico dei singoli colli/pallet che compongono la spedizione.

Inoltre il sistema informatico deve essere in grado di identificare rapidamente tutte le informazioni relative alla merce in arrivo attraverso la codifica con codice a barre e che andranno trasmesse ad un sistema centrale. Queste informazioni sono:

  • tipologia delle merci,
  • confezioni,
  • imballi,
  • contenitori,
  • mezzo di trasporto,
  • soggetti che effettuano il trasporto,
  • destinazione, tempi di trasporto,
  • necessità di stoccaggio intermedio delle merci con relativa gestione degli spazi.

Inoltre è necessaria la garanzia di una perfetta tracciabilità delle merci.

Sulla base dei dati raccolti e resi disponibili, e in funzione della struttura del sistema si potranno fornire informazioni riguardo a: andamento della gestione, in termini di risultati ottenuti a fronte degli obiettivi prefissati; livelli d’utilizzazione della manodopera e delle risorse tecniche; ordini di lavoro, al fine di poter valutare i tempi necessari al compimento di determinate operazioni e la percentuale d’utilizzo di macchine ed attrezzature; disponibilità di magazzini e il loro stato; tempo di carico; elenco delle attrezzature e della loro disponibilità ed infine gestione del personale, suddiviso per mansione e per tipologia di attività.

Inoltre alcune informazioni si possono rendere disponibili attraverso internet ai mittenti e destinatari delle merci, i quali potranno monitorare la posizione lungo l’itinerario stabilito e la più probabile data di consegna, oltre che verificare lo stato e le condizioni di consegna attraverso l’attività d’esitazione.

Gli scenari futuri per la supply chain management

Gli scenari futuri per la supply chain management

Le aziende si trovano ad operare in un ambiente sempre più competitivo, per questo è fondamentale porre maggiore attenzione all’ottimizzazione della supply chain

Scenari futuri per la supply chain managementLa complessità dell’ambiente competitivo in cui le aziende si trovano ad operare sta crescendo rapidamente. Questo spiega chiaramente la crescente attenzione delle imprese alle problematiche di ottimizzazione della Supply Chain.

Nello sviluppo dei processi di Supply Chain Management occorre considerare cinque dimensioni principali in cui l’azienda deve evolvere e precisamente:

  • strategia
  • gestione dei processi
  • personale
  • tecnologie

L’azienda deve evolversi in modo omogeneo in tutte queste dimensioni per poter raggiungere i livelli di eccellenza desiderati ed imposti dai nuovi scenari di competitività sui mercati internazionali.

In linea generale, la struttura della Supply Chain dipende dalla struttura produttiva dell’azienda e dal settore di appartenenza. Negli ultimi tempi però ha subito profonde trasformazioni a causa dei cambiamenti dell’ampiezza e dell’accessibilità dei mercati, del numero degli attori presenti e della forte evoluzione della domanda. La struttura della Supply Chain che emerge dagli scenari sopra delineati è più complessa di quella tradizionale e introduce diverse problematiche in tutto il ciclo di vita del prodotto:

  • sincronizzazione ed integrazione operativa
  • comunicazione e gestione
  • condivisione delle conoscenze
  • forte focalizzazione sugli obiettivi finali.

L’adozione di piattaforme e sistemi di e-business si presta potenzialmente a superare molti di questi problemi, ma spesso non risulta di facile implementazione all’interno delle aziende, sia dal punto di vista tecnico che operativo.

La forte caratterizzazione data dalla integrazione della Supply Chain su una catena del valore che tende ad allungarsi, richiede la stabilità del rapporto cliente-fornitore e un forte coinvolgimento dei singoli fornitori, finalizzato al risultato complessivo. Ritorna quindi ad imporsi un modello di rapporti stretti tra cliente e fornitori a vari livelli – tra cui un ruolo decisivo viene assolto dagli operatori logistici – relazioni che si devono basare su una partnership solida e duratura, la cui corretta gestione diventa un fattore critico di successo, in uno scenario nel quale il modello, le tecniche di gestione e le metodologie di intervento devono essere fortemente condivise e pensate.

Logistica del settore fashion: una filiera internazionalizzata con risposte veloci

Logistica del settore fashion: una filiera internazionalizzata con risposte veloci

Un settore in continua evoluzione che necessità di provider logistici che sappiano rispondere alle necessità di un settore in rapida trasformazione

Logistica fashionLa logistica nel settore della moda è attraversata da profonde trasformazioni, date da diversi fattori, come

  • l’aumento della distanza tra i luoghi di produzione e di distribuzione del prodotto finito
  • l’aumento del numero di collezioni per assicurare ai clienti una scelta più ampia e per stimolare le vendite
  • dalla produzione e distribuzione che devono essere sempre più veloci e internazionalizzate, secondo la logica del “quick response”.

In conseguenza della radicale trasformazione del contesto operativo, le aziende del settore fashion tendono sempre di più ad appoggiarsi a provider logistici esterni in quanto la distribuzione, intesa come consegna, gestione del reso, etc. è sempre più strategica. A questi fattori si sono aggiunti anche una forte attenzione alla qualità del servizio e, specialmente, l’introduzione di nuove formule di vendita: pensiamo ad esempio al successo dell’e-commerce. Questi cambiamenti hanno una forte incidenza per il settore della moda, un settore che si caratterizza da sempre per l’elevata incidenza dei costi logistici, stimabile secondo fonte AT Kearney attorno al 23%.

Sono numerosi i pre-requisiti necessari per sviluppare una partnership tra aziende della moda ed operatori logistici:

  • specializzazione e conoscenza del prodotto
  • possibilità di una affidabile e forte integrazione informatica
  • importazione e gestione delle materie prime;
  • integrazione con conto-lavoristi esterni;
  • gestione dei campionari e degli outlet;
  • gestione specifica del reso commerciale e degli articoli con forte stagionalità;
  • gestione doganale (magazzino doganale e fiscale);
  • elasticità nella gestione delle oscillazioni stagionali dei volumi di prodotto trattati;
  • capacità di pianificazione dei processi logistici e attenzione maniacale ai dettagli, alla qualità e tutela del prodotto;
  • attività a valore aggiunto, stiratura, riparazioni, collaudo, controllo qualità dei capi;
  • spedizioni aeree e marittime.
Come razionalizzare le scelte di logistica distributiva

Come razionalizzare le scelte di logistica distributiva

Fino a pochi anni fa l’organizzazione delle singole funzioni della supply chain era caratterizzata da una scarsa comunicazione.

razionalizzare la logistica distributivaMagazzini di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, produzione e trasporti fino a poco tempo fa erano realtà autonome slegate, con regole e procedure totalmente interdipendenti. Da qualche tempo, i mutamenti negli scenari economici internazionali e l’avvento dell’internazionalizzazione dei mercati hanno imposto il superamento delle divisioni settoriali. Lo scopo è quello di creare un sistema logistico totale, che includa la gestione della movimentazione e dello stoccaggio di materiali, parti e prodotti finiti, dalle fonti originarie fino al consumatore finale, attraverso l’intera catena di alimentazione. Queste attività che seguono l’intero processo produttivo e distributivo delle merci richiedono una forte integrazione e un grande apporto di nuove tecnologie in termini organizzativi e di comunicazione.

La consapevolezza e lo sviluppo di nuove filosofie di approvvigionamento-produzione-distribuzione hanno determinato un ripensamento del ruolo della logistica. Tale riconoscimento nasce da una maggiore comprensione dei costi reali della logistica, che inizialmente ha comportato la scomparsa di alcuni attori presenti nella catena di alimentazione di un prodotto, come grossisti, depositi regionali e trasportatori, con una tendenza generale e progressiva a spostare il valore della trasformazione del prodotto, migliorando il livello di servizio che è stato riconosciuto globalmente come uno dei fattori di successo sui mercati di sbocco commerciale.

Se da un lato si è compreso il valore dell’effetto cumulato della mancanza di servizio, al tempo stesso sono stati compresi i costi reali della logistica. Sono cambiati, di conseguenza, anche i criteri di selezione del provider logistico in relazione al ventaglio dei servizi offerti ed al suo grado di penetrazione nei rispettivi mercati di riferimento. Questo ha comportato per l’azienda un diverso approccio nella selezione di centri logistici e di cross docking.

La Supply Chain dell’oro verde

La Supply Chain dell’oro verde

La supply chain del caffè è una catena articolata e complessa dove intervengono molteplici attori, dalla raccolta della materia prima fino alla consegna del prodotto finito.

Supply chain del caffèIl caffè è uno dei prodotti più importanti nell’economia e nel commercio internazionale, viene coltivato in 70 paesi nella fascia tropicale e subtropicale di America, Asia e Africa tanto da rappresentare assieme al petrolio e all’acciaio la commodity regina del commercio internazionale. L’economia di molti paesi dipende principalmente dalle esportazioni di questo autentico “oro verde”. La produzione mondiale di caffè è stabile negli anni attorno ai 6,8 milioni di tonnellate (pari ad un volume di 115 milioni di sacchi) per un volume d’affari di circa 50 miliardi di dollari (fonte: Osservatorio Internazionale Food Beverage Equipment).

A partire dagli anni ‘90 il mercato ha subito una profonda ristrutturazione causata principalmente da due fattori: sviluppo tecnologico e ingresso di nuovi paesi produttori. L’aumento della produzione di caffè ha prodotto sul mercato due effetti prevedibili: il calo del prezzo medio del caffè verde e il peggioramento della qualità media del prodotto.

Tutte le fasi della supply chain sono caratterizzate da una forte specializzazione che permette di realizzare consistenti economie di scala. Anche nelle fasi di commercio e trasporto si è assistito a questo fenomeno.

La prima fase del trasporto del caffè avviene dalle piantagioni al porto d’imbarco e viene effettuato da agenti o società locali. I porti principali corrispondono essenzialmente ai delivery point accreditati dal Liffe di Londra per la qualità Robusta e dal Nybot di New York per la qualità Arabica.

Il trasporto è di rilevante importanza, viste le caratteristiche peculiari del prodotto, ovvero aroma e degradabilità, in quanto può influire sulla degenerazione qualitativa del prodotto in due modi:

  • contaminazione del container a causa di infiltrazioni d’acqua, luce e/o residui di aromatici trasportati in precedenza
  • posizione del container sulla nave, come ad esempio la vicinanza ad altri container contenenti prodotti aromatici o la posizione sopra coperta,

potrebbero sottoporre il caffè a dannosi stress termici durante la spedizione, tali da renderlo legnoso in fase di degustazione.

La Supply Chain del pannello fotovoltaico

La Supply Chain del pannello fotovoltaico

In Italia la domanda di impianti fotovoltaici, dopo un periodo di boom, sta registrando una fase di assestamento a livello di volumi, ma con un inasprimento della competitività tra i vari soggetti presenti nel comparto.

Supply Chain del pannello fotovoltaicoPer ricercare maggiore efficienza le aziende commerciali e distributrici affidano la loro logistica ad operatori specializzati di filiera.

La produzione dei pannelli fotovoltaici è caratterizzata da una supply chain lunga e frammentata – con circa il 76% della produzione di wafer fotovoltaici localizzata in Cina – nella quale a livello internazionale sono presenti molti fornitori di parti e componenti, a cui si accompagna un numero crescente di assemblatori. Questa situazione è tipica di tutte le filiere che non hanno ancora raggiunto una fase di piena maturità produttiva. Se alla sorgente della Supply Chain del pannello fotovoltaico si registrano pochi fornitori di silicio – a causa degli importanti investimenti necessari per effettuare la depurazione dell’ossido di silicio – situazione esattamente opposta si registra invece nella lavorazione e assemblaggio, dove nel corso degli ultimi anni si è registrata una forte crescita del numero di imprese specializzate in queste due attività.

In tal senso numerosi fattori come:

  • l’incremento dei prezzi del petrolio,
  • l’ingresso delle politiche green e dei piani di incentivazione statale e governativa per l’installazione di fonti di energia rinnovabile

hanno comportato l’ingresso sul mercato di molte aziende produttrici dei wafer – ossia i componenti modulari impiegati per comporre le celle dei pannelli fotovoltaici. Inoltre, gli investimenti necessari per l’avvio di una impresa assemblatrice di pannelli fotovoltaici non sono elevati, considerando anche il fatto che per chi compra celle e produce pannelli, gli investimenti per la produzione sono abbastanza contenuti anche perché si tratta di organizzare l’assemblaggio di pochi componenti acquistabili in giro per il mondo.

Le previsioni di vendita della Suntech – la più grande azienda mondiale produttrice di pannelli fotovoltaici – dicono che a breve termine ci sarà un calo dei volumi di vendita del 10-15% nella zona Euro, e del 25-30% nella zona dollaro. Secondo le previsioni del colosso Suntech se tutta la Supply Chain del pannello fotovoltaico sarà in grado di riorganizzarsi e razionalizzare le sue varie fasi, i costi di produzione dovrebbero in pratica dimezzarsi nel giro di poco tempo.

La supply chain del mobile

La supply chain del mobile

Il settore del mobile nel corso degli anni ha assistito ad un progressivo frazionamento e polverizzazione delle consegne.

Supply chain del mobileLa supply chain del mobile richiede un impegno organizzativo notevole da parte degli uffici spedizioni e degli autisti degli automezzi per pianificare, assegnare ed effettuare le singole prese e consegne. Forse è arrivato il momento di adottare nuovi modelli di distribuzione – con l’ausilio delle soluzioni informatiche – condivisi tra più aziende.

Storicamente il trasporto stradale ha rappresentato la principale, e spesso l’unica, modalità di trasporto a servizio delle imprese del mobile. Questa modalità di trasporto ha risposto alle esigenze di approvvigionamento delle materie prime, agli spostamenti tra stabilimenti per lavorazioni e conto lavoro ed infine alla distribuzione dei prodotti finiti.

Con il passare del tempo si è assistito ad una progressiva frammentazione dell’ordine che ha indotto fortunatamente l’industria del distretto del legno arredo ad impostare una produzione su commessa. Infatti l’ordine che ricevono le aziende di produzione è direttamente legato all’acquisto nel punto vendita di un consumatore.

Il fenomeno della parcellizzazione delle consegne è più sensibile in Italia, anche per tipologia e dimensione delle strutture di vendita, rispetto a quella media in Europa. Se nelle spedizioni in Italia si è ormai arrivati ad una media di 12-14 consegne per una motrice da 50-60 metri cubi di capacità volumetrica, in Europa il numero medio oscilla tra gli 8 ed i 9 punti d scarico.

Occorre però fare un distinguo per le diverse produzioni. Ad esempio nel settore dell’arredo bagno, dove vengono utilizzate piccole motrici da 25 metri cubi di volumetria, il numero di consegne in Italia arriva anche a 20-25 consegne.

Nelle spedizioni in Europa, per la dimensione e struttura della clientela, vengono utilizzati autoarticolati e autotreni con capacità di carico da 100 a 120 metri cubi utili. Per le spedizioni via mare viene invece utilizzato il container. In questo caso viene utilizzata la clausola del franco partenza, cioè spetta al destinatario organizzare le operazioni e l’organizzazione di trasporto e consegna a destino, che vengono affidate caso per caso a Multimodal Transport Operator (MTO) di fiducia del cliente.

Innovazione nelle operation logistiche

Innovazione nelle operation logistiche

La soluzione alla complessità della gestione logistica potrebbe essere il superamento di canali di distribuzione diversificati e orientarsi verso la scelta di uno solo o pochi operatori logistici

Innovazione nelle operation logistiche

L’innovazione nella supply chain ha interessato tre specifiche dimensioni nella organizzazione, gestione ed erogazione dei servizi logistici e di trasporto. In estrema sintesi ha proposto innovazioni in termini di prodotto, di gestione dei processi e dei modelli organizzativi di conduzione delle operation.

In un contesto economico, esasperato e alla continua ricerca di nuovi margini di efficienza ed efficacia, viene quasi sempre affidato agli operatori logistici (gli specialisti del settore) il complicato onere di progettare nuovi modelli organizzativi tesi a rendere rapide, economiche e flessibili le consegne dei prodotti ai vari canali di vendita. Questo nuovo modo di operare crea sul versante interno aziendale un forte incremento della quantità e qualità delle attività di prelievo nei magazzini di prodotto finito, sul versante esterno una maggiore attenzione nella pianificazione degli orari di carico e scarico degli automezzi ed in terzo luogo la necessità di consegne congiunte tra differenti prodotti destinati allo stesso punto di consegna.

Forse, nell’immediato futuro, le stesse aziende presenti in molti settori merceologici, dovranno superare la logica di canali di distribuzione dedicati e immaginare l’integrazione con altri flussi di prodotti complementari o ancora meglio della stessa filiera di prodotto. Per gestire la complessità generata da questo nuovo modello organizzativo, le aziende dovranno privilegiare la scelta di uno o pochi fornitori logistici in grado di coordinare ed integrare diverse fasi del processo logistico in un’area geografica ben definita e con l’obiettivo di ottimizzare tempi e costi di movimentazione e spedizione dei prodotti.

Il trasporto espresso nella nuova economia

Il trasporto espresso nella nuova economia

Per molti settori merceologici il trasporto espresso ha un impatto decisivo, come dimostrato da diversi studi di settore.

Trasporto espresso nella nova economiaIl settore dei corrieri espresso fornisce un contributo fondamentale alle imprese di numerosi comparti del Made in Italy, favorendo il commercio, gli investimenti e garantendo al contempo la competitività delle imprese italiane all’estero. I corrieri espressi permettono alle aziende di innalzare la loro competitività migliorando il livello di servizio alla clientela e riducendo costi e tempi di approvvigionamento di parti, componenti e/o prodotti finiti. I servizi espresso in particolare impattano in modo decisivo nei settori ad alta tecnologia, la ricambistica automotive, le industrie della cosmesi, farmaceutiche e delle biotecnologie.

La crescita dell’importanza di questi settori significa che l’economia è più dipendente dai servizi espresso e dalla loro efficienza. Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) periodicamente  pubblica la Nota Congiunturale Confetra sul Trasporto Merci presentando i risultati dell’indagine sull’andamento del mercato del trasporto merci italiano, indicandone le variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il primo semestre del 2016, rapportato allo stesso periodo del 2015 evidenzia la forte espansione continua del traffico delle consegne espresse, con una crescita del 7,2% in termini di consegne e del 7,1 % in termini di fatturato. L’AICAI (Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali) stima un incremento annuo dei volumi trasportati dai cargo dell’ordine del 5% nel periodo 2014 – 2018. Previsioni più prudenti provengono da IATA (International Air Transport Association). Secondo l’associazione i volumi di merci trasportate in tutto il mondo nelle stive degli aerei aumenteranno nel quadriennio 2014 – 2018 con un tasso medio del 4,1 % e lo stesso trend dovrebbe caratterizzare anche il mercato italiano.

L’attività del settore espresso si esplicita nella fornitura di servizi di trasporto “door to door” in 24 ore di documenti e beni. Le spedizioni si riferiscono per il 75% del totale a beni, mentre per il restante 25% a documenti. L’attività è basata sui trasporti notturni multimodali, cioè che utilizzano in sequenza diverse modalità di trasporto da furgoni, automezzi pesanti, treni, voli passeggeri e merci.

Autopart e logistica: quali sono le sfide?

Autopart e logistica: quali sono le sfide?

Le case automobilistiche optano per la terziarizzazione totale o parziale della loro supply chain. La particolarità di questo settore richiede agli operatori logistici una sempre maggiore specializzazione.

Automotive e logisticaL’aspetto più significativo della logistica autopart (ovvero dei ricambi automotive) è il desiderio delle case automobilistiche di ridurre al massimo gli stock periferici, provando a lavorare sul venduto con consegne da uno, massimo due punti di distribuzione per ogni nazione europea. Pertanto per gli operatori logistici è aumentata la complessità, la pressione sui tempi di consegna e la richiesta/necessità di poter contare su reti distributive sempre più efficienti e capillari sul territorio coperto.

Sul fronte dei nuovi modelli relazionali tra case costruttrici ed operatori logistici, sono allo studio progetti che coprono l’intera supply-chain dall’approvvigionamento alle fabbriche (materie prime), fino alla consegna finale dei veicoli e alla gestione dei ricambi.

Buona parte delle case automobilistiche ha terziarizzato tutta o in parte la propria logistica produttiva e distributiva. Per i costruttori che hanno fatto la scelta strategica di gestire la logistica direttamente, questo non significa lo svolgimento di tutte le operazioni in proprio, bensì di avvalersi di partner specializzati a cui affidare singole fasi della supply chain mantenendo un controllo diretto e dettagliato del flusso logistico.

I nuovi elementi di complessità al quale la logistica deve rispondere sono nell’ordine:

  • supply-chain molto tesa
  • veicoli con una maggior complessità e nuove tecnologie-apparati di bordo e standard qualitativi e di performance in crescita.

Nel flusso logistico assumono particolare rilievo:

  • la puntualità del servizio
  • il monitoraggio delle varie fasi del trasporto e
  • la capacità di intervento nei casi di emergenza.

I provider logistici ad integrazione dei servizi base offrono un ampio ventaglio di attività complementari sempre più specialistiche come ad esempio:

  • il pre-assemblaggio di alcune componenti (per ridurre la complessità ed il numero di pezzi da assemblare in linea di montaggio),
  • il controllo di qualità,
  • la preparazione e consegna dei materiali alla linea di montaggio con diverse tecniche e modalità operative.