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Come preparare la tua azienda per il Capodanno Cinese

Come preparare la tua azienda per il Capodanno Cinese

Le aziende che commerciano con la Cina devono tenere in considerazione diversi fattori con l’avvicinarsi di questa festività

Capodanno cinese e mondo dei trasporti e logisticaAl giorno d’oggi, in cui gli scambi internazionali sono più facili e veloci, è importante essere a conoscenza delle festività di altri paesi che potrebbero avere un impatto sulla tua azienda.

Il mese di febbraio è ormai famoso per il Capodanno Cinese, una delle festività più importanti e più lunghe per la Cina. Durante questo periodo la produzione del paese si ferma quasi completamente, producendo un forte impatto sul mercato mondiale e sul settore dei trasporti e della logistica.

In questo periodo dell’anno le aziende subiscono notevoli rallentamenti nella produzione

Il periodo festivo del Capodanno Cinese dura normalmente una settimana, ed essendo basato sul calendario lunare, le date variano ogni anno. Quest’anno, l’anno del maiale, si svolgerà dal 4 al 10 febbraio. Per i dipendenti delle aziende, che spesso si trovano a lavorare molto distanti dalle loro famiglie, le vacanze si prolungano alla settimana precedente e alla settimana successiva. In questo periodo infatti il paese sperimenta una migrazione di massa, e a causa del congestionamento dei trasporti, il viaggio per raggiungere le proprie può richiedere anche giorni. Questo comporta che la maggior parte delle aziende rimanga chiusa per circa 21 giorni. Inoltre, questo periodo dell’anno rappresenta per i dipendenti un momento di negoziazione delle loro condizioni contrattuali, e rappresenta il presupposto su cui si basa il loro rientro al posto di lavoro. Le aziende, specialmente quelle più piccole, durante le festività affrontano quindi un periodo difficoltoso, con scarsità di forza lavoro, che si protrae anche nel periodo successivo al termine del Capodanno. Nonostante la produzione sia bloccata, durante tutto questo periodo le aziende continuano ad accettare ordini da parte dei clienti, senza però riuscire a garantire tempi di consegna precisi. La mancanza di personale durante e anche oltre il termine delle festività, fa si che le aziende facciano fatica a processare tutti gli ordini ricevuti per alcune settimane successive.

L’impatto è notevole anche sul mondo dei trasporti e della logistica

Come si può immaginare, quindi, come per tutti gli altri settori, anche l’impatto sul settore logistico e dei trasporti è notevole. È importante che le aziende che hanno rapporti commerciali con la Cina e che ordinano abitualmente materiale per la loro supply chain da questo paese, si assicurino di organizzare il loro approvvigionamento con molto anticipo, per evitare di rimanere senza materie prime. È importante considerare anche che i prezzi per il trasporto via mare e aereo in questo periodo subiscono un notevole incremento. Questo aumento, definito, PSS (Peak Season Surcharge), viene normalmente comunicato dai trasportatori via mare all’approssimarsi delle vacanze.

I porti e la dogana in Cina sono operativi durante le festività e sono ufficialmente chiusi per soli 3 giorni. Il personale però è dimezzato e, di conseguenza, i tempi di lavorazione sono più lunghi, mentre i porti sono intasati di container.

I container devono arrivare al porto almeno 10 giorni prima dell’inizio del Capodanno cCnese ed essere prenotati con almeno 2 settimane di anticipo, per assicurarsi che vengano spediti prima dell’inizio delle vacanze. Ma durante tutto questo periodo i porti sono congestionati e alcune navi container potrebbero essere cancellate, causando notevoli ritardi.

Come prepararsi per il Capodanno Cinese?

Durante le festività del capodanno Cinese è necessario prepararsi per un periodo di oltre un mese in cui la normale fornitura di materiale potrebbe essere rallentata o addirittura bloccata. Sono sufficienti dei piccoli accorgimenti e una buona pianificazione per evitare imprevisti per la tua azienda:

  • La migliore strategia è quella di pianificare con largo anticipo, prenotando i trasporti almeno 3 settimane prima dell’inizio delle festività
  • Comunicare con i fornitori e trasportatori, per capire le loro tempistiche, prima e dopo il Capodanno
  • Pianificare la quantità di materiale necessario alla produzione per il periodo del Capodanno Cinese, specialmente se si tratta di materiale a rischio di degrado
  • Tieni d’occhio la cargo ready date, la data in cui il container deve essere pronto
  • Prendere in considerazione spedizioni per via aerea, specialmente se si hanno delle deadline da rispettare. Tuttavia, anche lo spazio disponibile per spedizioni via aereo può essere limitato
  • Scegliere modalità con tempi di transito più lunghi. Normalmente infatti, le modalità più veloci sono quelle che sperimentano una situazione di overbooking molto più velocemente.
  • Se devi spedire più container, suddividili in più documenti di trasporto. In questo modo, eventuali ritardi non riguarderanno tutto il materiale ordinato

Quindi, pianificate con anticipo e buon anno del maiale!

Resta informato su tutte le festività Europee e pianifica al meglio, con il nostro calendario delle festività!

Quale futuro per i veicoli industriali

Quale futuro per i veicoli industriali

Da mezzi innovativi a carburanti alternativi, il futuro del trasporto su strada

Il futuro dei veicoli industrialiSecondo l’IRU (Unione internazionale dei trasporti su strada) nel 2050 le merci continueranno a essere trasportate dalle tipologie di veicoli attualmente riconosciute. Uno dei metodi più semplici e immediati per migliorare l’efficienza, è realizzare autocarri più aerodinamici. Altre misure facilmente implementabili sono il platooning (tecnologia oggi in fase di sperimentazione in alcuni Paesi europei) con la formazione di convogli di autocarri guidati dal veicolo in testa; l’introduzione di veicoli ad alta capacità di trasporto con peso totale a terra dell’ordine delle 60 tonnellate (di cui si parla ormai da diverso tempo), e veicoli a guida autonoma.

Un discorso a parte vale per i carburanti alternativi. Per il diesel si prevede una quota di veicoli pesanti di quasi il 98% nel 2025 e di oltre il 96% nel 2030. La tecnologia diesel è in continuo miglioramento grazie all’introduzione di convertitori catalitici specializzati, filtri avanzati e altri dispositivi per ridurre le emissioni inquinanti.

I veicoli elettrici hanno il problema che le dimensioni e i pesi maggiori degli autocarri aumentano notevolmente le barriere nell’utilizzo delle batterie al posto del diesel. Come alternativa, l’energia potrebbe essere alimentata al veicolo direttamente dalla rete, ma i sistemi elettrici stradali hanno costi di investimento molto elevati. Per l’idrogeno sono necessarie infrastrutture di rifornimento e costi per la tecnologia dei veicoli. Il gas naturale è segnato dalla disponibilità, dal costo rispetto al diesel, ma ha forti limiti di diffusione fino a quando non vi sarà una adeguata e capillare rete di distribuzione.

Quali sono le certificazioni per vendere i prodotti europei nei mercati islamici?

Quali sono le certificazioni per vendere i prodotti europei nei mercati islamici?

La certificazione Halal è necessaria per poter commerciare con questi paesi e le aziende devono attenersi a delle linee guida sulle sostanze contenute nei prodotti.

Certificazione halalPer l’accesso ai mercati Halal più importanti, quali Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Sudafrica, etc., le aziende europee, e in particolare quelle italiane, devono avvalersi di una certificazione Halal valida e riconosciuta. Questi mercati infatti contano il 70% del giro d’affari del mercato mondiale Halal, che supera i 3 mila miliardi di dollari all’anno.

Nel mondo esistono 4.000-5.000 certificatori Halal, ma solo 90-100 di questi enti sono riconosciuti a livello internazionale. Le sostanze critiche che comprometterebbero lo status Halal dei prodotti, sono comunemente raggruppate per convenzione nelle seguenti macrocategorie:

  • animali carnivori e onnivori: tra cui suini, felini, rapaci e derivati
  • derivati degli animali che non siano stati macellati secondo il rito islamico (ad esclusione di latte, uova e miele);
  • alcol etilico/sostanze inebrianti;
  • insetti e derivati (es. E120);
  • asino domestico e derivati (ad esempio: il latte d’asina)
  • derivati dell’uomo (ad esempio: aminoacidi estratti da capelli);
  • sangue e derivati;
  • sostanze dannose per la salute umana.

L’elenco di sostanze critiche è da ritenersi come linea guida generale e le singole realtà aziendali presentano delle casistiche a se stanti, da valutare una volta avviato l’iter di certificazione e le necessarie procedure di analisi previste.

Il mercato dei prodotti Halal ha avuto nel tempo una crescita esponenziale. Questo è dovuto non soloo all’aumento demografico di fedeli musulmani in tutto il mondo e, in particolare, in Europa, ma anche dal continuo evolversi delle tecnologie industriali impiegate nei processi produttivi in tutti i settori merceologici e di servizi. Queste infatti aumentano la possibilità di contaminazione del prodotto finale che giunge ai consumatori.

La nuova rete di trasporti europea

La nuova rete di trasporti europea

La Commissione Europea propone una nuova rete di trasporti unificata denominata “rete centrale”

rete di trasporti europeaLa nuova “rete centrale” proposta dalla Commissione Europea eliminerà le strozzature, ammodernerà l’infrastruttura e snellirà le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e merci in tutta la UE.

Ma partiamo da alcuni dati ufficiali: l’Unione Europea prevede l’aumento di trasporto merci dell’80% entro il 2050, mentre quello passeggeri crescerà più del 50%; il Libro Bianco sui trasporti della Commissione mira a trasferire il 30% dei trasporti di merci su strada con percorrenze superiori a 300 km verso modalità più sostenibili, quali la ferrovia, il trasporto combinato strada-rotaia o le vie navigabili, entro il 2030, e più del 50% entro il 2050. Questi dati evidenziano l’urgenza di infrastrutture adeguate che la politica europea dei trasporti e la rete TEN-T possono fornire, garantendo anche un importante contributo al conseguimento degli obiettivi climatici. I trasporti sono fondamentali per un’economia efficiente nell’Unione Europea, ma mancano ancora molti collegamenti vitali. Le ferrovie europee, infatti, hanno 7 scartamenti diversi e solo 20 dei principali aeroporti e 35 porti sono collegati direttamente alla rete ferroviaria.

È evidente che senza collegamenti efficienti, l’Europa non può né crescere né prosperare. In accordo con queste premesse la Commissione Europea ha istituito una rete centrale di trasporto da realizzare entro il 2030, che fungerà da struttura portante dei trasporti nel mercato unico. La nuova rete centrale TEN-T si appoggerà su una rete globale di collegamenti che alimenteranno la rete centrale a livello regionale e nazionale.

I fattori che influenzano il costo di una spedizione stradale

I fattori che influenzano il costo di una spedizione stradale

I costi delle spedizioni vengono calcolati in base a fattori legati al prodotto oppure al mercato

Costo trasporto stradaleI principali fattori che influenzano il calcolo di una tariffa di trasporto sono due e precisamente:

  • fattori relativi al prodotto, che possono essere densità, utilizzazione cubica, facilità di movimentazione del prodotto, responsabilità del trasportatore sul prodotto, possibilità di impilaggio
  • fattori relativi al mercato o livello di servizio richiesto, come ad esempio il grado di competizione tra diversi operatori del trasporto, volumi spediti, origine e destinazione della spedizione, equilibrio o squilibrio del movimento delle merci trasportate in quel collegamento, stagionalità dei movimenti del prodotto, destinazione nazionale o internazionale e affidabilità e tempo di resa garantito.

Questi fattori determinano la scelta tra due strategie di determinazione della tariffa legate rispettivamente al costo e valore del servizio. Fissare la tariffa di trasporto in base al costo del servizio vuol dire stabilire il suo ammontare in maniera da coprire i costi fissi e variabili del trasportatore, a cui verrà aggiunto un margine di profitto. Le tariffe inoltre aumentano proporzionalmente all’aumentare della distanza. In relazione alla dimensione della spedizione vi sono tariffe per carichi completi (FTL – Full Truck Load) e per carichi più piccoli (con differenti modalità organizzative) con i parziali (LTL – Less Than Truck Load), groupage o collettame.

Il secondo metodo di calcolo della tariffa si lega invece al valore del servizio: questo approccio fissa una tariffa in base al valore che il mercato è disposto a tollerare, basandosi sulla situazione competitiva e sulla domanda di mercato.

Quale orizzonte per il trasporto stradale delle merci al 2050?

Quale orizzonte per il trasporto stradale delle merci al 2050?

Due studi mostrano diverse visioni per il trasporto stradale per i prossimi 30 anni.

Orizzonte trasporto stradale 2050Due recenti studi hanno elaborato delle proiezioni di crescita fino al 2050 della domanda di trasporto stradale delle merci nella Unione Europa. Il primo studio è l’aggiornamento dello scenario di riferimento “EU Energy, Transport and GHG Emissions Trends to 2050” condotto dalla Commissione Europea.

Il secondo studio è il progetto ASSIST, nel corso del quale è stato realizzato il modello ASTRA-EC per la valutazione strategica di politiche di trasporto. Nella tabella vengono riassunte le previsioni dell’incremento dei volumi di traffico merci su strada fino al 2050 e le previsioni di sviluppo su due differenti orizzonti temporali (2025/2015 e 2050/2025).

Tabella:

Previsioni della domanda di trasporto merci su strada nella Unione Europea

  Valori assoluti (miliardi di tonnellate-chilometro) Tassi di crescita
2010 2015 2020 2025 2030 2050 2025/2015 2050/2025
Trends to 2050
Volume traffico 1764.4 1923.1 2076.4 2232.6 2399.4 2729.6 1.5% 0.8%
ASSIST
Volume traffico 2152.9 2371.7 2479.4 2577.6 2681.0 3000.6 0.8% 0.6%

 

Come si evince leggendo i dati, entrambi gli studi prevedono una crescita della domanda da qui al 2050 (con differenti tassi di crescita) anche se gli operatori del settore (trasportatori, spedizionieri, MTO, etc.) sono abbastanza scettici sulla loro affidabilità. Su un dato però i due studi sono concordi: il trasporto stradale rappresenta un fattore determinante dell’economia dell’Unione Europea e consente il trasferimento delle merci in tutto il territorio europeo, in modo rapido, efficiente, flessibile ed economico, visto che circa il 44% dei prodotti trasportati nell’Unione Europea si muove su gomma. E voi cosa ne pensate a riguardo?

Tecnologie intelligenti per la gestione dei traffici del futuro

Tecnologie intelligenti per la gestione dei traffici del futuro

La connettività per gli automezzi consente sempre maggiore controllo sia per il cliente che il trasportatore

In un mercato sempre più globalizzato, la percentuale di veicoli connessi è destinato a crescere molto rapidamente. La connettività offre importanti vantaggi: consente ai clienti di monitorare in tempo reale la propria flotta, di tenere sotto controllo le prestazioni e lo stato di usura degli automezzi, verificare i consumi di carburante e i conseguenti livelli di emissioni dei veicoli in circolazione, i tempi di percorrenza e lo stile di guida dei propri autisti. Tramite un processo di comunicazione bidirezionale, la centrale operativa può comunicare in tempo reale con i propri autisti, indicando variazioni di percorso, nuovi incarichi, le ore residue, i miglioramenti da apportare allo stile di guida, oltre a poter intervenire in caso di guasti o imprevisti lungo la strada.

Grazie alla connettività, inoltre, si è recentemente concretizzata la possibilità di adattare costantemente il piano di manutenzione del veicolo, basato non più sul chilometraggio ma sulle reali condizioni di utilizzo del veicolo. In sintesi, la gestione del trasporto nel XXI secolo necessita di operazioni che devono essere efficienti e in grado di garantire elevata reattività nelle decisioni e nella capacità di risposta al mercato, a fronte dei cambiamenti repentini che si registrano nel medesimo. In questo contesto, diventa fondamentale l’apporto fornito dall’I.T. nella costruzione ed organizzazione dei processi lungo l’intera supply chain aziendale.

Olanda: un esempio di industria logistica

Olanda: un esempio di industria logistica

Questo Paese è particolarmente sviluppato nei settori del terziario e nel commercio internazionale.

Olanda un esempio di industria logistica  Secondo la storica tradizione mercantile, l’economia olandese si fonda sul commercio internazionale. Il settore delle esportazioni è pertanto il maggiore settore economico di questo Paese. L’Olanda ha una rete di infrastrutture logistiche avanzata con porti, aeroporti e una fitta rete stradale, ferroviaria e fluviale, tanto che il settore del trasporto e della logistica rappresenta di gran lunga la prima industria del Paese in termini di volume d’affari. Non per altro il porto di Rotterdam è il principale terminal europeo e uno dei maggiori al mondo per transito di merci.

Oltre che nel settore delle esportazioni, l’economia olandese si distingue anche in altri settori del terziario, che rappresenta il 73% dell’economia, e in particolare, negli ultimi anni, grazie ad una nuova politica statale, anche quello dell’agricoltura, che rappresenta il 4% del Prodotto Interno Lordo, con produzioni di barbabietole, patate e fiori. Il settore terziario si distingue anche nell’attività finanziaria. Sono numerose, infatti, le imprese multinazionali nei settori degli elettrodomestici, delle bevande, delle assicurazioni e finanza e di saponi e prodotti per la pulizia che hanno deciso di insediare la loro sede nel territorio olandese grazie alla politica di riduzione delle imposte.

FERCAM è presente in Olanda dal 1982, con una propria filiale a Rotterdam. Nel corso del tempo, l’attività di FERCAM Netherland si è sviluppata, e oggi si propone come operatore logistico multi-specializzato, offrendo soluzioni personalizzate nella organizzazione del trasporto marittimo fino al porto di Rotterdam o del trasporto aereo fino a diversi aeroporti del Benelux, magazzinaggio e trasporto terrestre o intermodale fino alla destinazione finale nei vari paesi in Europa.

Di quali servizi logistici necessita una impresa che decide di internazionalizzarsi?

Di quali servizi logistici necessita una impresa che decide di internazionalizzarsi?

Le aziende di logistica devono offrire un ampio ventaglio di sevizi e attività trasversali a supporto delle spedizioni

servizi per impresa che intende internazionalizzarsiLe soluzioni logistiche e i servizi offerti da MTO e integratori logistici sono in grado di supportare le imprese – soprattutto le piccole e medie – nel loro sforzo di internazionalizzarsi, a patto che siano in grado di fornire un ampio ventaglio di servizi, comprese attività trasversali di supporto alla spedizione. Ma quali sono i servizi offerti da un operatore logistico multi specializzato, come FERCAM, per rispondere alle esigenze della diversa committenza?

  • servizi che consentano di spedire partite di merce in Italia, Europa e mondo con tempi di resa definiti e garantiti;
  • garanzia di poter contare su un’ampia rete di filiali e punti operativi nei Paesi di interesse commerciale;
  • possibilità di poter scegliere tra diversi prodotti di distribuzione con la garanzia di una chiara prefigurazione del rapporto tariffa/servizio;
  • possibilità di tracciare on-line lo stato e posizione della merce;
  • poter usufruire in tempo reale di numerosi servizi accessori alla spedizione come: esitazione (verifica puntuale dei casi di non conformità, come mancata accettazione della consegna, quantità sbagliate o tempi della spedizione); Rilevamento Ottico Digitale delle Anomalie (ROD); Tracking & Tracing e prova di consegna digitale (POD);
  • proporre alla clientela una gestione della spedizione e della logistica a 360°, completa degli aspetti doganali, che tante volte sono l’ostacolo che il cliente percepisce per affacciarsi nei mercati esteri.
La supply chain della mela

La supply chain della mela

La mela richiede una catena del freddo garantita, dove la logistica ha assunto un ruolo centrale per poter commercializzare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita.

Supply chain della melaNegli ultimi anni la filiera di produzione della mela italiana ha avviato un’azione di riposizionamento sul mercato volta a riorganizzare e centralizzare il processo decisionale della produzione; internazionalizzazione finalizzata all’ingresso in nuovi mercati e forte differenziazione dei prodotti, non solo come varietà ma anche con soluzioni e servizi a valore aggiunto, come prodotti pronti al’uso (ad esempio succhi e composte di frutta). In questo nuovo scenario, la logistica ha assunto un ruolo chiave per posizionare i prodotti nei differenti mercati e canali di vendita. Le modalità di distribuzione della mela variano a seconda dei tre canali di vendita, rappresentati da:

  • mercati ortofrutticoli
  • Grande Distribuzione Organizzata
  • mercati esteri.

La supply chain della mela

La raccolta delle mele, che un tempo era effettuata soltanto con l’ausilio di scale, oggi è resa più agevole dall’uso di attrezzature per la movimentazione come transpallets e scivoli e da forme di coltivazione che, privilegiando un’altezza ridotta delle piante, permettono la raccolta a mano da terra. Solitamente sono necessari almeno due passaggi nel terreno affinché i frutti siano raccolti nella giusta fase della maturazione. Nella fase di distacco dei frutti e del loro posizionamento nei contenitori destinati alla raccolta, devono essere adottate tutte le precauzioni per evitare di provocare contusioni e ferite al frutto. Al fine di ottenere partite di prodotto omogeneo, le mele vengono direttamente selezionate in campo per calibro e per colorazione e poste in “bins” (contenitori in materiale plastico e/o legnoso delle dimensioni di un pallet). La pre-calibrazione, pur essendo ininfluente sulla qualità del prodotto, permette una gestione più elastica del magazzino, in funzione delle reali esigenze commerciali.

Il trasporto refrigerato è necessario in particolare nei lunghi percorsi e, nel caso di prodotto maturo, pronto al consumo. In tal caso la temperatura deve essere compresa tra 0 e 5°C. Nel periodo invernale, su certi percorsi, può essere necessaria la protezione da temperature inferiori al punto di congelamento (-1°C).

I consorzi di produttori e le catene di vendita per la conservazione della mela devono assicurare la freschezza dei prodotti con elevati costi energetici, perché questo alimento – ma in generale la frutta – sono legati ad una supply chain con temperatura controllata. Una catena del freddo ininterrotta con campi di temperatura variabili nel rispetto delle più rigorose norme HACCP di igiene, dal trasporto dei prodotti dalla raccolta nel campo, alla selezione, imballaggio e lavorazione fino al consumatore finale, è il presupposto per garantire al consumatore finale un prodotto assolutamente fresco.

Quali servizi richiede una azienda internazionalizzata?

Quali servizi richiede una azienda internazionalizzata?

Per aprirsi a nuovi mercati internazionali un’azienda necessita di una soluzione logistica efficiente e flessibile

Non esiste una ricetta unica per tutte le aziende, ma di volta in volta gli operatori logistici devono studiare soluzioni tailor-made per il singolo cliente. Quando una azienda vuole aprirsi a nuovi mercati internazionali ha bisogno di una soluzione logistica efficiente, velocemente attuabile e consenta la massima flessibilità, inclusi servizi doganali, amministrativi, fiscali e di deposito IVA. 

Le imprese italiane hanno un enorme potenziale di esportazione in Paesi all’interno e all’esterno dell’Unione Europea, a patto di considerare e valutare attentamente anche gli aspetti logistici, fiscali e doganali. A titolo di esempio pensiamo al comparto della componentistica automotive, dove molte imprese nazionali presenti in Lombardia e Veneto e quelle di alcuni land della Germania, sembrano far parte delle stesso Paese con interessi economici intrecciati; oppure pensiamo ai prodotti ascrivibili ai settori delle 4A (Automazione, Legno Arredo, Abbigliamento e Alimentare), eccellenze italiane che vengono esportate a livello internazionale.

In uno scenario economico globale concorrenziale, soprattutto le PMI (Piccole e Medie Imprese) – che rappresentano il motore dell’economia italiana – devono sfruttare queste opportunità per espandere la propria base di clienti esteri, incrementare i ricavi e creare un solido percorso di crescita. Oggi le PMI non sfruttano appieno le opportunità di internazionalizzarsi e necessitano di un sostegno logistico per esplorare e incrementare le loro esportazioni. A frenare l’espansione delle esportazioni vi sarebbe il timore che le merci vengano smarrite o danneggiate e la scarsa informazione sulla gestione delle normative e procedure di esportazione.

In conclusione, le imprese italiane necessitano di un supporto concreto fornito dagli operatori logistici più strutturati per esplorare in tranquillità e sicurezza i mercati più lontani.

Il trasporto ferroviario sulla Via della Seta

Il trasporto ferroviario sulla Via della Seta

Una valida alternativa al trasporto via mare per la spedizione di container tra Europa e Asia

Trasporto ferroviario via della setaTra tutte le vie commerciali terrestri esistenti al mondo, la Via della Seta è la più antica e storicamente più importante, anche perché fu percorsa dal viaggiatore Marco Polo alla fine del XIII secolo. Da qualche anno questa direttrice di traffico è al centro di un accordo di cooperazione internazionale denominato appunto “Nuova Via della Seta” mirato a proporre una alternativa su ferrovia ai servizi via mare dei container. L’iniziativa è soprattutto un grande progetto economico che punta a collegare la Cina, l’Asia Meridionale e Centrale, la Russia, l’Africa e l’Europa, aprendo nuove direttrici per il trasporto delle merci e migliorare la connettività delle infrastrutture con la realizzazione di nuove linee ferroviarie, porti e terminal di interconnessione.

L’aumento delle connessioni ferroviarie con l’Asia (non solo con la Cina) crea sicuramente nuove opportunità per le imprese italiane ed europee. Tuttavia l’impatto dei nuovi servizi per il trasporto di container su ferrovia non sarà particolarmente rilevante. Le stime più accreditate prevedono che le nuove ferrovie saranno in grado di movimentare tra i 300 ed i 500 mila container l’anno. Numeri interessanti ma che rappresentano una piccola percentuale dei circa 20 milioni di container trasportati via mare ogni anno tra Europa e Asia. Sulla Via della Seta nel 2016 sono stati organizzati in totale 1700 treni, che considerando una capacità di 70 TEU a treno blocco rappresentano un totale di soli 120 mila TEU.

Come migliorare la produttività delle imprese ferroviarie cargo

Come migliorare la produttività delle imprese ferroviarie cargo

La ristrutturazione di questo settore può avvenire tramite innovazione e un orientamento ad efficacia ed efficienza.

Migliorare produttività imprese ferroviarie cargoPer conseguire un’inversione nei rapporti competitivi tra le diverse modalità di trasporto, sono necessari comportamenti orientati all’efficacia e all’efficienza da parte delle imprese ferroviarie che operano nei servizi merci, insieme ad una decisa promozione dell’innovazione, sia nei sistemi di gestione che nelle infrastrutture e nei mezzi tecnici.

Occorre precisare che la concorrenza si gioca soprattutto con il trasporto stradale (che continua a dettare le condizioni di prezzo e di servizio), piuttosto che all’interno del settore ferroviario. Per questa ragione, bisogna cogliere l’opportunità della liberalizzazione avviata nel trasporto ferroviario per introdurre elementi di innovazione nelle tecniche di programmazione e gestione dei servizi ferroviari merci, superando tutti quei vincoli nell’organizzazione del lavoro e nei sistemi operativi che hanno caratterizzato il progressivo declino degli operatori monopolistici che ancora oggi svolgono un ruolo dominante. Il rilancio della ferrovia come mezzo di trasporto delle merci nelle sue diverse forme, dipende da quattro fattori:

  • l’efficienza
  • la valorizzazione del servizio
  • la politica del trasporto
  • l’internazionalizzazione.

Per quanto detto sopra, occorre lavorare per determinare effetti positivi di miglioramento nell’efficienza della produzione di trasporto ferroviario delle merci. È quindi necessaria una radicale ristrutturazione del settore, che preveda ad esempio:

  • l’abolizione del doppio macchinista a bordo del locomotore,
  • la possibilità di utilizzare personale multi funzione, come già accade nelle imprese ferroviarie private
  • una forte razionalizzazione nell’utilizzo degli scali ferroviari.
Quando tecnologia fa rima con efficienza e sicurezza

Quando tecnologia fa rima con efficienza e sicurezza

La logistica dei trasporti necessita di operazioni puntuali ed efficienti, in grado di garantire elevata reattività nelle decisioni e nelle risposte.

tecnologia fa rima con efficienza e sicurezzaPer il settore dei trasporti, caratterizzato da un mercato altamente concorrenziale, l’ottimizzazione dei carichi, dei tour di consegna, e la localizzazione degli automezzi, rappresentano tre fattori di importanza strategica sotto il profilo della ricerca di maggiori economie e per migliorare la sicurezza generale delle spedizioni. I moderni sistemi di ottimizzazione dei percorsi permettono di risparmiare costi e risorse e, con moduli di calcolo integrato, di individuare con precisione i costi dei viaggi tenendo in considerazione tempi di guida, tempi di riposo e le relative quote di pedaggio.

Gli orientamenti del settore dei trasporti assegnano una primaria importanza alla necessità di poter gestire informazioni puntuali ed accurate per una pianificazione, una gestione ed un controllo della flotta di automezzi efficiente ed efficace, e che si traduca in una riduzione dei costi di gestione ed un contestuale aumento della competitività.

Gli operatori di maggior successo operanti nel settore del trasporto e della logistica sono caratterizzati da un crescente livello di attenzione e percezione nei confronti dell’innovazione tecnologica, nella piena consapevolezza che questi investimenti rappresentino un forte vantaggio competitivo sui mercati. Tali innovazioni stanno modificando radicalmente tutto il sistema dei trasporti e della logistica, visto che l’informatizzazione dei processi logistici riduce i tempi di processamento di un ordine, annulla gli errori di battitura nei documenti, migliora sensibilmente la produttività del personale addetto e da ultimo riduce i costi di gestione di una spedizione.

Lo sviluppo dei porti e delle attività logistiche non possono viaggiare slegati

Lo sviluppo dei porti e delle attività logistiche non possono viaggiare slegati

Per rispondere alle esigenze del mercato è necessaria un’integrazione tra porti e sistema logistico

Sistemi portuali e logisticaI porti hanno un ruolo determinante nel favorire il trasferimento di elevati volumi di merci dalla via del mare ai punti terrestri di origine e destinazione, ma devono dar vita a un’integrazione con il sistema logistico, dialogando con le ferrovie, gli interporti ed i centri logistici.

Esperti, manager e politici lo sostengono già da qualche anno: nei prossimi anni i servizi marittimi nazionali cresceranno considerevolmente, purché vengano risolti una serie di problemi che caratterizzano il nostro Paese. Per dare una risposta coerente con le esigenze del mercato attuale e futuro diventa allora fondamentale recuperare il ritardo di una mancata politica di programmazione e realizzazione di interventi per il settore della portualità, ma in generale del trasporto merci e della logistica del nostro Paese in una visione prospettica di medio-lungo periodo. Basti un dato: nel porto di Genova solo il 2% dei volumi di container in importazione varca i confini nazionali.

Forse ciò che è mancato di più è stata una strategia chiara. Un dato è evidente: la competitività dei porti è sempre più legata allo sviluppo della logistica del Paese e in particolare all’efficacia ed efficienza dei servizi di collegamento con l’entroterra.

L’accresciuta dimensione dei mercati fa si che sempre più frequentemente i tradizionali hinterland di riferimento di più porti si confondano nell’ambito di grandi sistemi logistici territoriali. In questo scenario vedere i porti come un sistema significa individuare i loro ruoli specifici nell’ambito di tale più ampio territorio al fine di valorizzare, nell’interesse comune, la complementarietà della loro offerta di servizi. Ad esempio, la creazione di piattaforme logistiche per l’Italia del nord che offrano servizi mirati ai porti del tirreno: Genova, La Spezia, Livorno, e dell’Adriatico Ravenna, Venezia e Trieste. Ma non possiamo dimenticare il Mezzogiorno, dove la portualità sta registrando importanti tassi di crescita dei volumi e un ampliamento dei servizi offerti al mercato.