3 driver di cambiamento che impatteranno il futuro delle supply chain
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28 gennaio 2021 - by: Eleonora Castagna

3 driver di cambiamento che impatteranno il futuro delle supply chain

Che cosa possiamo aspettarci per il domani della logistica? Quali conseguenze della situazione emergenziale vissuta nel 2020 avranno ripercussioni significative? A quali trend bisognerà prestare attenzione? Con Maurizio Vioni, Direttore della Divisione Logistics di FERCAM analizziamo 3 elementi centrali e le loro conseguenze sulla dimensione logistica

Driver della supply chain
Nell’anno appena trascorso, l’emergenza sanitaria globale ha dato una forte scossa a moltissime realtà aziendali, alterando le logiche classiche di gestione delle catene di approvvigionamento e portando gran parte dei consumatori a cambiare le proprie abitudini di acquisto. Il 2021 inizia quindi con una nuova consapevolezza e con il desiderio di tutelarsi per ridurre al minimo i rischi connessi ad interruzioni delle proprie attività. Inizia anche con nuovi strumenti a disposizione, come un livello di acculturamento digitale accresciuto dalla rapidità del bisogno, che rende le risorse tecnologiche a disposizione ancor più pertinenti ed incisive, nonché una lunga lista di lezioni apprese che aiuteranno a riconoscere le insidie sul percorso. 

È importante sottolineare che l’attenzione alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale si conferma ancora una volta come una tendenza primaria e di grande impatto. La sensibilità verso soluzioni più green in particolare è un virtuoso comune denominatore di iniziative ed investimenti di un numero sempre crescente di imprese e organizzazioni. Gli obiettivi comunitari che ambiscono a costruire un futuro ad emissioni zero appaiono di giorno in giorno più raggiungibili e continuano a motivare nuove adesioni alla causa.
 

1. La scelta di decentrare le attività produttive potrebbe essere messa ampiamente in discussione

L’emergenza Covid ha messo in evidenza i limiti e i rischi implicati dal decentramento delle attività produttive verso mercati a basso costo del lavoro, come ad esempio il Far East. Sembra quindi possa prospettarsi un cambiamento di rotta rispetto a quella che era stata una tendenza caratteristica dell’era della globalizzazione. Commenta Maurizio Vioni, Direttore della Divisione Logistics di FERCAM: "molte aziende stanno ripensando a questo sistema e stanno rivalutando la possibilità di differenziare il rischio riportando parte della produzione in aree geograficamente più vicine ai mercati di assorbimento dei prodotti". 

Accorciare la supply chain e riaccentrarne le funzioni per poter tenere meglio sotto controllo le variabili è quindi ciò che gli esperti di settore ritengono possa essere la conseguenza più immediata della consapevolezza post-pandemica. In ogni caso sarà fondamentale, nel prossimo futuro, ottimizzare ulteriormente la disponibilità delle forniture e tenere in considerazione un pool di interlocutori alternativi, per fronteggiare nuovi blocchi o incertezze, senza compromettere produzione e capacità distributiva.
 

2. La trasformazione digitale sempre più rapida si traduce in nuovi modelli operativi 

Un altro forte impatto del periodo appena trascorso si è manifestato sui modelli di consumo e conseguentemente sui canali di vendita. La propensione all'acquisto online ha coinvolto anche utenti non propriamente nativo-digitali, accelerando un processo già in forte sviluppo. È oggi logico ipotizzare un allargamento permanente del parco di consumatori digitali, le cui scelte ed interessi, perfettamente tracciabili, divengono quindi importantissima fonte di informazione. 

"Il futuro dell’economia è in mano ai gestori dei big data", prosegue Vioni. "Presenze diffuse sui social network consentono attività di profilazione degli utenti con un livello di precisione incredibile. Conoscere le attitudini, le abitudini, gli interessi dei potenziali consumatori non è mai stato così facile. La possibilità di raccogliere e catalogare imponenti masse di dati consentirà di anticipare le nuove esigenze e le nuove aspettative dei consumatori. Chi avrà le competenze per gestire e analizzare questi dati avrà il vantaggio di orientare e non di subire il cambiamento". 

Per far fronte a richieste di personalizzazioni sempre più spinte e tempi di consegna sempre più rapidi, si tenderà ad accorciare le catene per velocizzare ed efficientare. E di conseguenza saranno sempre di più le imprese, anche medio-piccole, che delegheranno la gestione delle proprie attività logistiche a esperti esterni, terziarizzando gestione di inventario e magazzino.
 

3. Le parole chiave per affrontare il futuro continuano ad essere flessibilità e resilienza 

Il 2020 ci ha insegnato che, per quanto si possa analizzare e pianificare nel massimo dettaglio, non sarà mai possibile escludere la possibilità di dover cambiare repentinamente rotta. Il superpotere del futuro continuerà pertanto ad essere la capacità di reagire velocemente agli eventi e al mutare delle condizioni, avendo radicato la propria attività su un disegno flessibile, elementi interscambiabili e risorse resilienti. A livello di pianificazione della supply chain ciò deve tradursi in un investimento più importante in attività di monitoraggio, simulazione e pianificazione di scenari alternativi, così da preparare la propria catena ad affrontare ogni cambiamento. Si sente parlare molto di “logistica elastica”, ovvero la possibilità per le imprese di espandere o restringere la propria attività logistica a seconda del variare della domanda o di altre circostanze.  

Naturalmente, ora che le tecnologie adatte si sono rese accessibili, sarà sempre più importante soddisfare l’esigenza di visibilità costante, di trasparenza di tutti i processi, così da poter fornire risposta in tempo reale a mutamenti ed imprevisti. Ci aspetta un futuro in cui l’agilità di pensiero e azione sarà una delle competenze professionali di maggior valore, poiché dimostratasi essenziale per garantire continuità nei momenti più difficili.
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