FERCAM Austria: come il nostro network internazionale ha reagito all’emergenza Covid-19
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25 agosto 2020 - by: Eleonora Castagna

FERCAM Austria: come il nostro network internazionale ha reagito all’emergenza Covid-19

Christian Jarnig, Country Manager di FERCAM Austria, ci racconta della gestione durante il periodo di quarantena, delle conseguenze sul business e dell’approccio che ha permesso alle Filiali austriache di restare competitive e fornire soluzioni ai propri Clienti anche durante l’emergenza

Christian Jarnig FERCAM Austria

Che impatti ha avuto l’emergenza Coronavirus sul business di FERCAM Austria?

Le normali logiche di mercato sono state stravolte dall’emergenza, ma abbiamo avuto la fortuna di poterci affidare a Transport Manager molto competenti, che hanno saputo prendere decisioni in modo rapido e risolvere problematiche contingenti con prontezza.
Inizialmente, in conseguenza della chiusura dei confini e dei rallentamenti nelle attività produttive e commerciali, abbiamo osservato un calo importante nella domanda di trasporto. E tuttavia molti altri autotrasportatori si trovavano in condizioni di difficoltà nel soddisfare le necessità dei propri clienti, i quali hanno iniziato a cercare soluzioni differenti e nuovi interlocutori.

FERCAM Austria ha dedicato molte energie nel costruire negli anni una estesa rete di contatti commerciali e nel presentare con cura la qualità e le garanzie intrinseche ai nostri servizi. Pertanto, molte aziende hanno facilmente trovato in noi una risposta alle proprie esigenze: nel mese di marzo abbiamo acquisito 35 nuovi clienti, seguiti da 53 in aprile e 66 in maggio. Sono felice che abbiamo saputo cogliere queste opportunità e so che le abbiamo potute gestite grazie alla reattività delle Filiali e all’affidabilità dei nostri collaboratori.
 

Come avete organizzato le attività nel periodo di lockdown?

Sin da principio ci siamo messi in allerta, prendendo tutte le precauzioni e applicando rigorosamente le misure di sicurezza prescritte. Seguendo le direttive del governo, ci siamo velocemente organizzati per lavorare tutti da remoto. Il nostro dipartimento di Information Technology ci ha supportato egregiamente e si è rivelato essere un asset cruciale per affrontare l’emergenza. Non abbiamo avuto difficoltà tecniche e nessun blocco a livello tecnologico.

Sono molto orgoglioso delle nostre persone e di come hanno collaborato nel periodo di quarantena. Nonostante la dislocazione da remoto, il livello di produttività non si è affatto abbassato, anzi. Mi sono reso conto, vedendo ad esempio l’orario in cui venivano inviate le email, che si andava anche avanti a lavorare oltre l’orario standard, talvolta fino a sera, con un impegno e una dedizione lodevoli. Ci è capitato anche di dover organizzare una consegna urgente, lavorando di sabato, e non abbiamo avuto difficoltà nel trovare appoggio presso i nostri collaboratori.
Avevamo dei giovani nuovi assunti che certamente non si sono trovati ad iniziare la propria esperienza in FERCAM nel migliore dei modi e che tuttavia sono stati seguiti davvero bene, hanno potuto imparare tutto ciò che serviva e sono riusciti ad integrarsi nonostante la distanza. La comunicazione, il supporto reciproco, lo spirito di squadra dei nostri colleghi sono stati esemplari.
 

Quali saranno gli step futuri?

È molto difficile pensare a delle strategie dettagliate per il futuro. Siamo ancora nel pieno dell’incertezza ed è impossibile al momento fare previsioni verosimili di quali saranno gli impatti a lungo termine della pandemia e gli effetti sul mercato europeo ed internazionale. Ciò che per noi è stato e continuerà ad essere fondamentale è la capacità di essere flessibili e di reagire in modo tempestivo, rispondendo con soluzioni alternative e ritagliate sull’esigenza del momento.
Per quanto l’unità di Gruppo sia fondante, trovo che l’autonomia decisionale delle singole Filiali sia la chiave vincente per snellire i processi e velocizzare le proposte. Questo è ciò che ci ha consentito di restare competitivi e prendere di petto l’emergenza, anche laddove altri si sono trovati costretti ad arrendersi alle difficoltà.
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