FERCAM Spagna, Francia e Marocco: come il nostro network internazionale ha reagito all’emergenza Covid-19
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12 agosto 2020 - by: Eleonora Castagna

FERCAM Spagna, Francia e Marocco: come il nostro network internazionale ha reagito all’emergenza Covid-19

Abbiamo chiesto a Xavier Majem, Country Manager di FERCAM Spagna, Francia e Marocco, come è stata vissuta in queste realtà del Gruppo l’esperienza del lockdown e del lavoro da remoto, quali cambiamenti ci sono stati nelle attività e quali sono le prospettive future per il business

Xavier Majem_FERCAM Spagna, Francia e Marocco

La gestione del lavoro è cambiata durante il periodo di lockdown?


Vedendo quello che stava succedendo in Italia, abbiamo sin da subito attuato iniziative per prepararci a lavorare da remoto. Muoverci per tempo ci ha molto beneficiato, abbiamo potuto procurare la strumentazione integrativa che avrebbe permesso alle persone di avere una postazione domestica funzionale, come ad esempio alcuni pc, a costi ben più convenienti rispetto a quelli che si sono poi visti nel pieno dell’emergenza.

Quando in Spagna è stata confermata la necessità della quarantena eravamo quindi già pronti, con i tool necessari e un manuale dedicato alla modalità di lavoro in home office, così che nessuno si è trovato spaesato. Sono davvero orgoglioso perché siamo stati all’avanguardia e ci siamo mossi in modo intelligente per non subire rallentamenti nel periodo di lockdown.
 

Come avete vissuto l’esperienza dell’home office?


Nella modalità a distanza, la gestione degli aspetti relazionali è quello che a mio avviso ha impegnato maggiormente il management. Certo, il clima in cui ci trovavamo a lavorare non era ideale, alla minaccia della diffusione del virus si aggiungeva l’incertezza economica, acuita dal fatto che il supporto degli enti statali tardava (e tarda tuttora). Abbiamo spinto molto sulla comunicazione e sulla definizione chiara e condivisa di obiettivi chiari e misurabili.

In ufficio è facile rivolgersi al collega per supporto e delega, da remoto si acquisisce invece maggiore indipendenza e si affina la capacità di risolvere i problemi. Sicuramente abbiamo imparato molto, io per primo ad esempio ad usare una decima parte della quantità di carta che utilizzavo prima. Abbiamo introdotto nuovi tool e dato una spinta importante alla digitalizzazione.

Le riunioni in videoconferenza ormai sono all’ordine del giorno e per ogni team abbiamo cercato di fissare degli incontri di allineamento almeno settimanali, così da ricevere notizie da ciascuno e dare sufficiente spazio allo scambio di informazioni.
 

Quali sono stati gli impatti della pandemia sulle vostre attività?


All’inizio della quarantena abbiamo osservato importanti cali nell’attività, grosse realtà nostre clienti si sono trovate a dover temporaneamente chiudere i punti vendita o interrompere la produzione. Certo non ci siamo persi d’animo e siamo subito andati a cercare nuovi interlocutori, in particolare sul mercato dei beni di prima necessità, anche per andare incontro alle esigenze di articoli essenziali, come alimentari e articoli sanitari. Abbiamo così acquisito nuovi Clienti, grazie al fatto che ci siamo organizzati per tempo, in modo che tutti i nostri Operativi fossero disponibili, così come i nostri Autisti. Ciò ha ridotto significativamente gli impatti dell’emergenza Covid sulle attività di FERCAM Spagna.

Parlando delle altre realtà che seguo come Country Manager, in Francia la situazione è stata migliore rispetto alla Spagna. Maggio è stato un mese difficile, ma i danni sono stati tutto sommato lievi e abbiamo continuato le collaborazioni con i nostri Clienti consolidati. Anche i nostri uffici francesi sono stati riorganizzati sin dal principio in modalità home office. 

Diversa invece l’esperienza in Marocco, dove purtroppo le attività si sono ridotte molto considerevolmente e la situazione sembra al momento non risollevarsi ancora. Ad oggi le frontiere del Paese permangono chiuse, le imprese legate al settore automotive sono ferme e l’esportazione di prodotto ortofrutticolo è stata ridotta moltissimo. Il traffico attraverso lo stretto di Gibilterra e da Tangeri è crollato del 90%. La gestione dell’epidemia in territorio marocchino è difficile, le norme anti-contagio non sempre vengono rispettate e non si riesce a prospettare chiaramente quali potranno essere gli sviluppi nel futuro prossimo.

Bisogna dire che per il mercato spagnolo avevamo anche un ulteriore scoglio in questo periodo, ovvero il termine di un grosso contratto, che impegnava una fetta importante delle nostre attività. Per un momento ci siamo sentiti come se stesse piovendo sul bagnato. Ma ecco che abbiamo avuto un piccolo colpo di fortuna, di cui siamo stati pronti ad approfittare: questo stesso Cliente aveva mantenuto aperta la gestione tramite FERCAM del proprio canale e-commerce, che ha avuto un picco di attività in periodo di lockdown di almeno 25% in più rispetto alle previsioni. Nel frattempo i canali di vendita canonici hanno subito invece cali, per cui in questo caso l’effetto Covid non ci ha causato particolare danno, anzi.
 

Quindi ci sono state variazioni nel business dovute ad un incremento degli acquisti in e-commerce?


Decisamente sì, i Clienti che hanno visto un risollevamento rapido delle proprie attività sono proprio quelli che hanno potuto lavorare nelle vendite B2C online. Durante la quarantena le vendite digitali sono quasi raddoppiate in Spagna. Clienti per cui prevedevamo 10 camion al giorno sono arrivati ad impegnarne 35-40, a causa degli ordinativi online.
 

Che cosa prevedete per il prossimo futuro?


Al momento riteniamo utile tornare alla normalità, rientrando progressivamente in ufficio dopo l’estate. Alcuni hanno avuto qualche difficoltà nel lavoro da casa, chi ad esempio ha bambini piccoli o chi ha sofferto l’essere dalla mattina alla sera fra le stesse quattro mura. Molti dei nostri colleghi però si sono trovati bene e troviamo importante valorizzare questa esperienza in futuro, valutandola come opzione per chi possa averne a volte necessità e beneficio a lungo termine. 

Certo, è una modalità che dipende strettamente dalla tipologia di attività svolta, per alcune mansioni non riteniamo sia ottimale. E deve essere legata ad una definizione precisa di obiettivi misurabili, come riferimento per le persone e i loro responsabili. Non possiamo assolutamente essere meno competitivi o perdere in produttività, ma con risultati solidi e raggiungendo i nostri target, grazie alla giusta motivazione di tutti i collaboratori, ora sappiamo che possiamo considerare anche altre modalità di organizzazione del lavoro.

Per quanto speriamo non si concretizzi, ci stiamo preparando per una seconda possibile fase di lockdown, analizzando con cura che cosa possiamo migliorare, che cosa ci è mancato e che cosa invece ha funzionato bene. Proseguiamo con la strategia di investire nella ricerca di nuovi Clienti nel settore dei beni di prima necessità, per continuare a supportare quei servizi che in fase di emergenza sono stati di importanza vitale per la comunità. E al contempo speriamo che si concretizzi la fase di ripartenza, per tornare presto a pieno ritmo su tutti i fronti.
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