Può essere l'idrogeno il carburante per un futuro ecosostenibile?
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9 luglio 2020 - by: Eleonora Castagna

Può essere l'idrogeno il carburante per un futuro ecosostenibile?

La produzione di idrogeno da fonti rinnovabili potrebbe condurci verso un futuro energetico sostenibile. FERCAM, da sempre promotrice di crescita e sviluppo, è vicina al progetto per il Corridoio verde del Brennero. Investiamo pertanto su nuove tecnologie innovative e carburanti alternativi, con l’obiettivo di continuare a ridurre il più possibile l’impatto ambientale dei trasporti.

Mezzi ad idrogeno
Le molteplici attività quotidiane richieste dalle nostre vite e dalle nostre attività, professionali e private, comportano un impiego costante e sempre crescente di energia; indispensabile per lo sviluppo collettivo e per alimentare il progresso, e tuttavia la cui produzione è fra le maggiori fonti di emissioni di gas serra, secondo dati collezionati e presentati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia. Lo sviluppo futuro richiede di direzionarsi verso sostenibilità e progredire nella ricerca di fonti ecocompatibili, per continuare a soddisfare il vasto fabbisogno energetico mondiale. E una delle migliori risposte a questa esigenza potrebbe trovarsi nell’impiego di idrogeno.

FERCAM al centro della sperimentazione sui mezzi pesanti ad idrogeno

Nata nella culla delle Dolomiti, nel capoluogo altoatesino, FERCAM fa parte di un gruppo di lavoro che opererà per l’attuazione del Piano strategico varato dalla Provincia di Bolzano, volto ad una nuova mobilità sostenibile basata sull’utilizzo di energia pulita e sulla riduzione delle emissioni. L’obiettivo congiunto, perseguito attraverso progetti fra cui BrennerLEC e LIFEAlps, è sviluppare un sistema modello per il trasporto su strada ad emissioni zero in Alto Adige, in particolare lungo l’autostrada del Brennero e nelle regioni limitrofe, ovvero il celebre “Corridoio verde” già concepito da Karel van Miert.
 

Nel contesto della strategia progettata, l’idrogeno riveste un ruolo cruciale, proprio perché consentirebbe di emanciparsi dall’utilizzo dei combustibili fossili e raggiungere il traguardo stabilito, ovvero la riduzione del 45% delle emissioni di CO2 entro il 2030. La città di Bolzano vanta già infatti una piccola flotta di autobus urbani a idrogeno, che si prevede aumenti di numero entro la fine del 2020.


Per la sperimentazione di prototipi di camion elettrici ad idrogeno, FERCAM si mette in prima fila. Come testimonia il nostro leitmotiv “Clean, smarter logistics”, la ricerca su tecnologie innovative di trasporto per la riduzione dell’impatto ambientale delle emissioni è al centro della nostra strategia. Tecnologie ecocompatibili di nuova generazione sono già presenti nella nostra flotta, grazie all’acquisizione negli scorsi anni di veicoli a GNL, un carburante che consente una notevole riduzione degli inquinanti, rappresentando un grande passo avanti rispetto al diesel. E che tuttavia non è ancora il traguardo finale a cui puntiamo. Perseguendo l’obiettivo dell’emissione zero, siamo in attesa del nostro primo mezzo elettrico, un Tesla Semi Truck previsto in consegna nel 2022. E abbiamo già un accordo per Nikola Tre, camion elettrico nato dalla partnership fra Iveco e Nikola Motors, con particolare interesse proprio per la versione ad idrogeno, prevista in rilascio fra circa 3 anni.
 

L’alimentazione ad idrogeno consentirà di risparmiare capacità di carico rispetto ai mezzi che prevedono grosse batterie elettriche. Rappresenta quindi una soluzione che entro una decina d’anni potrebbe rivelarsi eccellente per soddisfare le esigenze del settore trasporti, senza compromessi rispetto alla conservazione del patrimonio ambientale. Ad oggi è necessario fare qualche investimento a fondo perduto, per testare l’effettiva resa e le eventuali criticità, ma FERCAM accoglie orgogliosamente l’onere di contribuire ad un futuro davvero ecosostenibile del settore.
 

Idrogeno green, fonte di energia ecosostenibile

L'idrogeno è un gas incolore atossico, l'elemento chimico più abbondante sul nostro pianeta e costituente circa tre quarti della massa totale nell'universo. Sulla Terra non ne esistono depositi naturali, ma è possibile estrarre questo elemento da altri composti, mediante processi chimici. Una modalità green di estrazione è possibile, anche se ad oggi non è la più diffusa: si tratta di utilizzare elettricità prodotta a mezzo di fonti rinnovabili per produrre idrogeno tramite elettrolisi (ovvero utilizzando corrente elettrica per separare l’acqua nelle sue componenti, idrogeno e ossigeno).
Per una gestione ecosostenibile della domanda energetica globale, l’idrogeno rappresenta una risorsa potenzialmente rivoluzionaria: può essere utilizzato come riserva per la produzione variabile di energia da fonti come il solare e l’eolico e offre opportunità per ridurre le emissioni di CO2 in una vasta gamma di settori, potendo supportare così gli obiettivi internazionali di riduzione dell’inquinamento atmosferico. Ma ciò che è maggiormente rilevante per il settore dei trasporti è il suo impiego come carburante per motori elettrici.

 

Il carburante del futuro?

L’idrogeno può essere trasportato come gas o in forma liquida, come avviene per il gas naturale liquefatto (GNL), e poi trasformato in carburante per motori alimentati da fuel cell. Le celle a combustibile sono dispositivi simili alle batterie elettrochimiche, in grado di convertire l’energia chimica del combustibile (in questo caso idrogeno) in energia elettrica. Il principale prodotto di scarto di questo processo è semplice vapore acqueo, del tutto innocuo per l’ambiente.

Secondo il rapporto 2019 dell'IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia) sul futuro dell’idrogeno, fra i 4 settori chiave le cui innovazioni aiuteranno a porre le basi per la crescita dell’industria globale dell’idrogeno pulito, c’è proprio quello dei trasporti, in cui l’idrogeno figura come possibile fonte di alimentazione alternativa per auto, camion e mezzi pubblici. A tal proposito, recente è la notizia in merito alla partnership fra l’impresa costruttrice di Alstom e la compagnia energetica Snam per sviluppare i treni a idrogeno anche in Italia, sull’esempio del tedesco Coradia iLint.

La ricerca è ancora aperta, in quanto l’impiego di idrogeno come carburante su larga scala presenta ancora alcune sfide, come ad esempio la fragilità delle celle (a fronte di costi di produzione elevati) e le grandi dimensioni dei serbatoi. Anche l’assenza, almeno per il momento, di sufficienti punti di rifornimento su strada rappresenta un tema da affrontare; in Europa si progetta però nel breve periodo l’ampliamento della rete, con l’apertura di diverse decine di stazioni.

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