Trasporto intermodale: parametri decisionali e vantaggi nascosti
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29 aprile 2022 - by: Giancarlo Bertalero

Trasporto intermodale: parametri decisionali e vantaggi nascosti

Diversificare le soluzioni di trasporto, considerando ove opportuno anche l’opzione intermodale, è una strategia che può rivelarsi vincente. Ci sono infatti almeno cinque buoni motivi per prendere in considerazione l’alternativa al tuttostrada in fase decisionale.

Trasporto intermodale: parametri decisionali e vantaggi nascosti
L’acquisto del servizio del trasporto da parte delle aziende di produzione può essere in capo a enti diversi come l’ufficio acquisti, export oppure all’ufficio commerciale, ma nella maggior parte dei casi i parametri decisionali per arrivare a selezionare il trasportatore sono gli stessi: affidabilità, economicità e resa (in quanti giorni avviene la consegna).

Molte volte l’affidabilità si sovrappone con l’abitudine a usare lo stesso fornitore. Emerge l’inerzia a uscire dalla comfort zone di un servizio che ha sempre funzionato. Ecco dunque che l’uso del servizio tuttostrada prevale sull’opzione intermodale, in quanto appare di fatto la soluzione più semplice, oltre che apparentemente la più economica. Ma non è assolutamente (sempre) così.

Dell’uso prevalente dell’opzione solo stradale sono testimoni gli undici milioni e mezzo di mezzi pesanti che attraversano le strade, tunnel e valichi alpini carichi per lo più materiale destinato o prodotto dalle aziende italiane, un numero in crescita da molti anni e, per alcuni valichi alpini, difficilmente sostenibile a livello ambientale.

Oggi è necessario avere il coraggio di fare scelte diverse per salvaguardare l’ambiente e vanno considerati anche alcuni altri parametri oltre a quelli sopracitati, ovvero tempo, costi e fiducia. È quanto emerge anche dalla ricerca alla base della Guida al trasporto merci attraverso le Alpi, recentemente pubblicata da FrancoAngeli editore. Se si analizzano le storie di successo di modal shift verso un trasporto che coinvolge anche la ferrovia, si scopre che chi ha cambiato abitudine, e dunque acquistato un servizio di trasporto diverso, lo ha fatto soprattutto considerando anche i seguenti vantaggi meno noti:
  • La maggiore stabilità del prezzo rispetto al tuttostrada: la componente energia di un trasporto stradale copre circa il 35% del costo mentre per il trasporto ferroviario la stessa componente supera di poco il 5% del costo totale. Ecco dunque che le oscillazioni dei costi energetici hanno ripercussioni decisamente inferiori sul trasporto su rotaia.
  • La disponibilità di magazzini presso terminal di arrivo e partenza: il servizio Forward Stocking Location (FSL) che è di fatto un magazzino di prossimità del cliente finale, situato presso il terminal stesso, è un servizio logistico molto apprezzato per la mancanza di spazi da dedicare alle materie prime, che si scontra spesso con il bisogno della produzione di avere a disposizione le diverse materie prime con breve preavviso. Per l’azienda che spedisce, poter far affidamento anche di spazi presso il terminal di partenza può risolvere problemi di spazio durante periodi di picchi produttivi.
  • La possibilità di caricare più tonnellate per singolo autoarticolato (+ 4 ton): in molti paesi europei il limite di 40 Ton per un singolo autoarticolato si alza a 44 Ton se il percorso prevede l’uso anche del treno per il trasporto del carico.
  • Le minori sollecitazioni al materiale trasportato: la tratta ferroviaria, per caratteristiche intrinseche all’infrastruttura e ai mezzi utilizzati, non trasmette brusche accelerazioni o frenate come invece ripetutamente subiscono le merci su strada. Il treno segue percorsi con curve dolci e salite/discese molto graduali anche se si attraversano le Alpi, il cui tragitto può essere lungo più di 1.500 km. Tutto questo favorisce dunque una maggiore stabilità del carico durante la maggior parte del percorso.
  • Meno autisti da gestire nelle aziende di origine/destinazione e meno necessità di autisti: nel caso di passaggio a sistema intermodale invece vengono predisposti dei mezzi navetta per il primo miglio, guidati dal numero necessario di autisti, che essendo locali, non vengono mai sostituiti, con un enorme risparmio di tempo e diminuzione di rischi; stessa organizzazione si può replicare per l’“ultimo miglio”, fino allo scarico.
Ai vantaggi sopra esposti si aggiungono certamente il rischio inferiore per le merci pericolose e l’assenza di pratiche doganali se si passa dalla Svizzera.

Mettere a fuoco la giusta soluzione di trasporto è dunque un problema complesso. L’aspetto ambientale, sino ad ora secondario a quello economico, inizia a pesare nella scelta, essendo aumentata la sensibilità dei consumatori; le normative di conseguenza stanno recependo questo cambiamento. È inoltre chiaro che la presenza di mezzi pesanti, lungo alcune arterie stradali, rende difficili e pericolosi gli spostamenti privati quotidiani.

Tutti questi aspetti sono più evidenti nelle Alpi, le cui diverse amministrazioni (locali e sovranazionali) fanno da apripista verso un nuovo modo di normare lo spostamento delle merci e delle persone in accordo con le politiche europee e gli obiettivi delle Nazioni Unite.

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