Webinar "Trazioni alternative: elettrico vs idrogeno"
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Webinar "Trazioni alternative: elettrico vs idrogeno"

Si è tenuto martedì 30 marzo 2021 il webinar sulle trazioni alternative, centrato sulla motorizzazione dei veicoli commerciali elettrici plug-in e alimentati da fuel cell. Questo è anche il primo di una collana di webinar che FERCAM intende dedicare alla Green Economy e alla Sostenibilità.
"Quest’ultimo", esordisce Dino Menichetti, Regional Manager di FERCAM, "è un concetto molto ampio, che abbraccia l’ambiente, i collaboratori, i clienti e la collettività. È la spinta primaria alla realizzazione di un sistema di economia circolare. Il piano strategico avviato da FERCAM per attuare la Green Economy non è centrato sul “se” introdurre o meno determinate innovazioni, ma piuttosto sul “come”. Per descrivere questo approccio aziendale risulta particolarmente appropriata una frase pronunciata da Herb Kellher, presidente del consiglio di amministrazione della Southwest Airlines: abbiamo un piano strategico straordinario. Si chiama fare le cose".
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Anche l’industria italiana è pienamente coinvolta in questo percorso virtuoso, che dovrebbe portare ad un futuro sostenibile, come emerso dagli interventi dei relatori che hanno condiviso nel webinar la loro esperienza diretta. Fabrizio Buffa, Alternative Propulsion Manager per IVECO Italia, ha evidenziato come elettrico e idrogeno siano motorizzazioni trainanti per i trasporti del prossimo futuro e come marchino una rivoluzione nella concezione stessa di veicolo commerciale. Dati alla mano, Buffa ha potuto mostrare il ventaglio dell’offerta dell’azienda torinese, che vanta un impegno massivo verso i carburanti alternativi, in larga maggioranza gas naturale (compresso o liquefatto) o elettricità. Spiega il Manager IVECO: "per garantire il successo del percorso di decarbonizzazione dei trasporti è necessaria una coesistenza a lungo termine tra le varie tecnologie, atta a garantire la copertura di tutti i servizi a breve, medio e lungo raggio".
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Fabrizio Buffa conclude poi il proprio intervento, sottolineando una cruciale differenza tra alimentazione a batteria e ad idrogeno: "Nella comparazione diretta tra la motorizzazione elettrica e quella ad idrogeno in un veicolo di pari prestazioni, l’ostacolo maggiore per l’elettrico è rappresentato dai lunghi tempi di ricarica delle batterie e da un fabbisogno di energia molto importante per la loro ricarica. L’idrogeno supera questo limite richiedendo soli 15 minuti per un’autonomia quasi raddoppiata".
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D’altra parte, come sottolineato dal Dott. Giuseppe Napoli, Ricercatore per il National Research Council of Itlay (CNR), "l’idrogeno è un carburante che non si trova in natura, quindi necessita di un passaggio intermedio per la sua fruizione, e che ha bisogno di una serie di infrastrutture per la distribuzione, le quali sono al momento inesistenti sul mercato. Ad aggravare la situazione, una produzione dell’idrogeno che non si basi sull’uso di fonti rinnovabili è altamente inquinante, cosa che rende la ricerca un tassello fondamentale per garantire l’utilizzo di questa risorsa in maniera davvero sostenibile".

Proprio con riferimento a quest’ultimo passaggio, il CNR si impegna a promuovere l’elettrolisi per la produzione dell’energia chimica che, attraverso le fuel cell, può essere convertita in energia elettrica e movimentare un veicolo a 0 emissioni. Tramite questo processo, infatti, la parte di scarto prodotto è soltanto semplice acqua.
 
Il maggiore limite legato all’idrogeno, oltre alla mancanza delle fonti di approvvigionamento sul territorio è legata agli alti costi che ancora coinvolgono questo tipo di trazione. Una soluzione proposta dal CNR e già sperimentata per la mobilità pubblica, è quella di combinare l’elettrico e l’idrogeno in una forma di motorizzazione ibrida che possa beneficiare dei vantaggi di entrambe e ridurne i costi. 
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L’idrogeno può diventare nei prossimi 20-30 anni un elemento determinante per la decarbonizzazione di molti settori industriali ad elevata intensità energetica, oltre che per i trasporti pesanti a lungo raggio. "A tale scopo è necessario però", afferma il Dott. Napoli, "un approccio sistemico alla tematica, che coinvolga non solo gli stakeholder ma anche le istituzioni pubbliche, che devono impegnarsi a sviluppare un quadro tecnico e un sistema legislativo ben chiari. L’adozione di queste politiche per un sistema di trasporti competitivo è una scelta pagante, in quanto in Europa il settore del trasporto impiega direttamente 10 milioni di persone e contribuisce al PIL per una quota superiore al 5%".
 
Se questo tema suscita la vostra curiosità, potete approfondire riguardando la registrazione dell’episodio disponibile sul nostro sito.
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