Fercam Blog
7 giugno 2017 - by: Paolo Sartor

Gli interporti devono riposizionarsi e cambiare strategia

Per spostare il trasporto delle merci dalla gomma alla modalità intermodale gli interporti devono proporsi come agenzie logistiche di sviluppo territoriale

Interporti Appare sotto gli occhi di tutti che nella situazione attuale la parola d’ordine che circola di più negli ambienti legati al mondo del trasporto e della logistica è quella di “fare sistema”. E chi più degli interporti può svolgere un ruolo di cerniera tra le esigenze della domanda e dell’offerta di servizi logistici e di trasporto? La considerazione da cui partire è che la realizzazione delle infrastrutture da sola non è sufficiente a determinare significativi incrementi di traffico. Occorre lavorare sul modello gestionale, dando concretezza al concetto di Piattaforma Logistica Integrata, mirando all'efficienza complessiva del network e non del singolo nodo o attore della supply-chain. Oggi le industrie devono necessariamente mantenere snelli i processi logistici per vincere la competizione sui mercati internazionali. Questo, nel rispetto delle direttive comunitarie definite nel Libro Bianco dell'Unione Europea e nelle Linee Guida del Piano Nazionale della Logistica. Queste normative infatti hanno fissato obiettivi chiari: il 30% entro il 2030 ed il 50% entro il 2050 del trasporto merci sopra i 300 chilometri dovrà viaggiare su modalità diverse dalla gomma. Le infrastrutture devono necessariamente evolversi da nodi di una rete ad aggregatori di servizi impegnati a muovere le merci sulle lunghe distanze, favorendo così i processi di internazionalizzazione e contribuendo a traghettare le aziende in una dimensione più europea. Integrare i differenti nodi non è però di per sé sufficiente a determinare il trasferimento modale. Gli interporti dovrebbero adottare un approccio industriale nell’erogazione e organizzazione dei servizi, ricercando il giusto equilibrio tra efficacia ed efficienza dei servizi e fornire un ampio ventaglio di attività accessorie utili a rendere più competitivo un prodotto sul mercato finale. In sostanza gli interporti, da elemento di concentrazione del traffico e sviluppatori di intermodalità, devono allargare la loro visione strategica per proporsi come agenzie logistiche di sviluppo territoriale, coniugando risorse produttive, logistiche, urbanistiche e di servizio al fine di rendere più competitivi i territori di loro riferimento e con un forte rilancio della ferrovia.
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