Fercam Blog
8 marzo 2019 - by: Sara Trenti

Intervista a Eli Ilieva, Branch Manager di FERCAM Bulgaria

Eli ci racconta come ha iniziato ha portato la filiale di Sofia dove è adesso

Festa della donna_Eli IlievaQuando le chiediamo un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande in occasione della festa della donna, ci racconta che in Bulgaria Marzo è il mese della donna, “in cui il tempo è variabile e capriccioso… un po’come le donne!”. Ogni donna inoltre sceglie un giorno di marzo, e a seconda di come andrà quel giorno, così andrà anche il resto dell’anno. Il giorno dell’intervista era proprio il giorno scelto da Eli che, contenta, ci ha detto “oggi qui c’è il sole, quindi dovrebbe essere un bell'anno per me!”

Eli, ti sei mai sentita discriminata come donna, sia sul lavoro o nel privato?

A dire il vero, non mi sono mai sentita discriminata, né nel lavoro, né nella vita privata.

Speri che cambi qualcosa nell'ambito lavorativo per le donne?

Nei paesi europei credo che siamo a un buon punto, anche se ci sono ancora paesi in cui le donne sono pagate meno rispetto agli uomini nella stessa posizione. Addirittura ci sono ancora paesi nel mondo dove le donne non possono votare o lavorare. Per fortuna qui in Bulgaria e in Europa non è così, e spero che anche in tutto il resto del mondo la situazione cambi. Qui in Bulgaria vedo tante donne che hanno posti prestigiosi e sono manager di aziende. Anche il nostro vice presidente è una donna e in passato abbiamo avuto un primo ministro donna. Piano piano, anche nel mondo della politica, che è sempre stato a maggioranza maschile, le donne fanno vedere che sono altrettanto brave, magari anche meglio! Sono contenta per le mie figlie perché sono intelligenti e hanno la mente aperta e molte più possibilità rispetto a quelle che c’erano in Bulgaria ai tempi del comunismo. C’era poca scelta. Le donne di oggi invece possono di scegliere cosa vogliono fare nella loro vita, non hanno più limiti, hanno tutto il futuro davanti. Per questo io credo che i giovani di oggi possano fare tutto ciò che vogliono.

Come sei arrivata alla tua posizione attuale e come sei cresciuta in Fercam?

Io sono entrata in FERCAM già nella posizione di Branch Manager. Qui siamo una piccola struttura, siamo 12 persone, ma all’inizio, 11 anni fa, ero solo io. Ho dovuto costruire tutto da zero, con tutto il supporto e la comprensione di FERCAM, che mi ha aiutata in tutto. All'inizio avevo tanta paura, ma anche tanta fiducia, un mix di emozioni inspiegabile. Era un’avventura nuova per me, perché essere responsabile e dirigere altre persone è difficile. Le persone sono la cosa più importante! E anche grazie a loro nel 2010 siamo stati nominati filiale dell’anno! È stata una grande soddisfazione per noi. Oggi siamo posizionati molto bene e abbiamo una buona reputazione nel settore, di un’azienda seria, professionale e che sa fare il suo lavoro.

Come riesci a combinare la tua vita lavorativa e privata?

Mi sento come un’equilibrista! Abbiamo un detto in Bulgaria: avere due cocomeri sotto un braccio. Ecco, a me sembra di averne più di 3! Perché devi fare la manager, devi fare la mamma, la moglie, e tra tutto questo devi essere anche Eli, trovare un po’ di tempo per te stessa. Il sabato e la domenica cerco di stare con la mia famiglia, con mio marito e le mie figlie usciamo da Sofia e andiamo in montagna, a visitare posti storici o grotte. Insomma, facciamo qualcosa insieme. Durante la settimana è difficile staccare completamente dal lavoro: il tempo di preparare la cena, fare un po’ di compiti, ma con la testa sei sempre a pensare a cosa hai dimenticato di fare al lavoro o a quello che dovrai fare il giorno dopo. Ma sono contenta perché faccio un lavoro che mi piace, vengo al lavoro volentieri e ho una bellissima famiglia.

Una donna da cui hai preso ispirazione?

È una domanda difficile. Potrei dire la mia insegnante di letteratura a scuola. La letteratura mi piaceva molto, e quando ero giovane scrivevo anche poesie! Lei mi ha fatto scoprire il mondo dei libri, e grazie a lei ho scoperto che ci sono altre cose fuori dalla Bulgaria e dal comunismo. Mi ha aperto gli occhi, mi ha dato la possibilità di sognare e di credere che puoi diventare qualcuno.
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