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10 dicembre 2019 - by: Paolo Sartor

Quali sono i metodi e le soluzioni per definire un piano di pallettizzazione dei prodotti?

Uno degli elementi che gioca un ruolo determinante per una gestione efficace, efficiente e sicura della logistica distributiva dei prodotti è rappresentato dal corretto dimensionamento e composizione dei pallet. Ecco alcuni consigli per evitare sprechi e tutelare il prodotto durante l’intero ciclo logistico distributivo.

metodi e soluzioni per definire un piano di pallettizzazione
Per piano di pallettizzazione si intende lo studio volto a individuare la configurazione migliore che dovranno assumere le scatole di cartone che compongono l’unità di carico al fine di evitare danneggiamenti del prodotto, consentire stabilità al pallet ed evitare sprechi durante l’intero ciclo logistico. Ricercare la soluzione ottimale di imballo consente di ottenere innumerevoli vantaggi come:
  • minori costi per l’azienda e per il vettore dovuti al miglior utilizzo dello spazio a magazzino e nei mezzi di trasporto,
  • minori rischi di danni al prodotto durante il ciclo logistico-distributivo, garantendo al contempo di migliorare il servizio alla clientela.
 
Precisiamo innanzitutto che le attività propedeutiche alla definizione di un piano di pallettizzazione devono essere rapide, semplici e sicure e vengono normalmente svolte dal responsabile della tutela del prodotto sotto lo stretto coordinamento del supply chain manager. Per conseguire un risultato ottimale si devono definire nell’ordine:
  • un numero ristretto di soluzioni possibili per poter scegliere quella più vicina alle specifiche esigenze;
  • le dimensioni dell’unità di carico preferibilmente riferibili al pallet EPAL 800 x 1.200 millimetri, cercando di evitare altre misure;
  • il calcolo e la definizione degli interspazi che si verranno a formare tra un collo e l’altro. Ad esempio, la somma delle misure esterne dei diversi imballaggi posti di seguito su un pallet risulti diversa da quella reale. Se poniamo un imballaggio da 800 mm. accanto ad un altro da 400 mm. avremo come somma reale circa 1210 mm, anziché 1200 mm.
 
Nei calcoli volti a determinare l’unità di carico, occorrerà quindi valutare correttamente gli interspazi fra i diversi colli. È buona prassi considerare delle maggiorazioni indicative delle dimensioni della merce legate agli imballaggi e precisamente:
 
  • 10 mm. per due colli affiancati;
  • 15 mm. per tre colli affiancati, più 5 mm. per ogni altro collo aggiuntivo ( ad esempio se i colli da affiancare sono quattro gli interspazi complessivi risulteranno di 20 mm.).
 
Lo studio delle varie alternative di pallettizzazione delle scatole può avvenire manualmente oppure si può fare ricorso a software specifici che, una volta impostate le dimensioni base delle scatole, propongono differenti alternative di stoccaggio.
 
Ricordiamo che nella scelta fra due soluzioni, dove una prevede un debordo della merce dal pallet e una un rientro (ovviamente entro certi limiti) è preferibile scegliere la seconda opzione. Le diverse soluzioni studiate andranno in seguito sperimentate nella pratica, al fine di valutare il loro comportamento lungo l’intera catena logistica nelle condizioni reali di impiego, manipolazione, immagazzinaggio, trasporto e consegna al cliente finale. Da queste prove pratiche emergerà l’imballaggio definitivo ricercato.


Fonti:
- Qualipal, Manuale pratico del pallet EUR-EPAL, Milano, 2005 ;- Sebastiano Cerullo, Il pallet in legno, La base del trasporto moderno, Federlegno Arredo, Il Sole 24 Ore Milano, 2001
- Laboratorie National d’Essais Emballages Magazine, Manuale dell’imballaggio, Tecniche Nuove SpA, Milano (vaie edizioni)
- Riganti A., Timidei A., Biale S., “Il pallet: profilo di una merce”, Fogato Borrini / C., Milano 1997
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