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25 giugno 2019 - by: Paolo Sartor

Vantaggi e svantaggi delle diverse reti distributive

La scelta di posizionare dei magazzini intermedi tra l’azienda e il cliente è legata alla volontà di aumentare il livello di servizio e al contempo ridurre i costi logistici. Cerchiamo di comprendere quali sono i diversi modelli di rete distributiva.

La scelta di modificare la rete distributiva di un'azienda inserendo delle strutture intermedie di stoccaggio dei prodotti tra l’azienda e il cliente finale mira da una lato a migliorare il livello di servizio grazie alla possibilità di ridurre i tempi di consegna e dal’altra a ridurre a costi logistici di distribuzione grazie all’accorpamento delle partite di merci per specifiche aree di consegna. In generale, la scelta della rete distributiva e di conseguenza il numero di depositi dipende dal settore merceologico e dal canale distributivo. Nella realtà si possono identificare tre tipologie di reti e precisamente:
 
a) rete distributiva a singolo livello: quando un'zienda decide di concentrare tutte le tipologie di prodotto in un unico magazzino e da cui organizzare la distribuzione alla clientela con trasporti a flusso teso. È il caso di prodotti ad elevato valore aggiunto (con garanzia della disponibilità di un numero elevato di codici di articolo) con una ampia possibilità di punti da servire, ma caratterizzata di solito da spedizioni di piccole quantità; oppure, in aziende che producono prodotti di basso valore e in grandi quantitativi, dove l’alta incidenza dei costi logistici di distribuzione impone una consegna diretta dai magazzini al cliente;
 
b) rete distributiva a due livelli: tra il magazzino centrale di un’azienda e la clientela vi è un primo livello di stock presso il deposito centrale e un secondo in una rete di depositi periferici. Questo modello di rete distributiva consente di razionalizzare i flussi dal magazzino centrale a quelli periferici e di garantire una disponibilità di prodotto per i quantitativi richiesti da una specifica area geografica e, allo stesso tempo, maggiore velocità di consegna alla clientela;
 
c) rete distributiva mista: tra l’azienda e la clientela vi possono essere diverse tipologie di centri logistici, come depositi centrali, piattaforme periferiche, cross-docking e transit point. Quest’ultima soluzione oggi è sicuramente la più diffusa perché consente di modulare il servizio di distribuzione e consegna in funzione delle specifiche esigenze della clientela. In questo contesto l’azienda gestisce direttamente una parte della rete logistica (solitamente il magazzino centrale e alcuni depositi periferici in aree di maggiore interesse commerciale) e si affida ad operatori logistici strutturati con una ampia rete di filiali in Italia e all’estero – come ad esempio FERCAM – per le consegne di minori dimensioni e più polverizzate sul territorio geografico di riferimento. In questo modo, il cliente può essere servito dal magazzino centrale, da un deposito periferico o dalla rete distributiva garantita dall’operatore logistico.
 
Risulta difficile stabilire quale sia la migliore soluzione tra i tre modelli di rete distributiva presentati. La scelta di una delle tipologie dipende infatti da diversi fattori:
  • dal livello di servizio richiesto dal cliente,
  • dal numero di item trattati a magazzino,
  • dalla dimensione media della spedizione,
  • dal valore della merce e, di conseguenza,
  • dall’incidenza dei costi logistici e
  • dalla possibilità di movimentazione della merce durante la consegna.
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